Nell’Ottocento a Bologna fra le prime signore che tengono salotto, oltre a Maria Brizzi Giorgi che sa dare vita nella sua casa a momenti culturali letterari e musicali di levatura europea, troviamo Teresa Carniani Malvezzi. Donna dotta, componeva prose e poesie ed ebbe un’amicizia intensa con Giacomo Leopardi, durante il secondo soggiorno bolognese del poeta, fra il 1825 e 1826.
Nel suo salotto si leggeva ad alta voce, si faceva musica al pianoforte, si recitavano brani classici, si facevano giochi di società.
Cornelia Rossi Martinetti accoglieva invece nel suo salotto-letterario che veniva chiamato all’epoca, ed a ragione,
Orto delle Esperidi.

La sua meravigliosa casa, che occupava un intero isolato fra via San Vitale e via Zamboni, comprendeva anche un suggestivo giardino di atmosfera neo-classica, fatto costruire dal marito architetto secondo i dettami dell’estetica illuminista. Il giardino inglobava persino la cripta costruita sull’arena dove avvenne, secondo la tradizione, il martirio dei Santi Vitale ed Agricola (ora facente parte del complesso della chiesa omonima) che era allestita come una grotta pagana.
Qui incontriamo, devoti alla Martinetti, sia un malinconico Canova che un giovane Foscolo che la volle ritrarre come sacerdotessa della poesia nel carme
Le Grazie.
La marchesa Anna De Gregorio, passata alle cronache come
la Sampireina perché moglie del marchese Sampieri, riceveva nella villa di Casalecchio. E qui il salotto diviene anche palcoscenico da
feuilleton, perché lo frequentava Alessandro Guidotti, giovane ufficiale prima di Murat e poi della Guardia Civica. Pare che fra i due ci fosse un tenero rapporto romantico e si disse che lui si fece uccidere sul campo di battaglia per amore e che la marchesa andò a richiederne il corpo.
Maria Laura Malvezzi Hercolani ebbe Rossini come ospite fisso e diede rifugio e sovvenzione ai patrioti negli anni dell’Unità d’Italia.
Immagine nella pagina: G. De Nittis, Il Salotto della Principessa Matilde, 1883 (particolare)