A dispetto del nome per così dire mercantile, questa via nell’Ottocento era la strada del passeggio, dei ritrovi degli studenti, delle pasticcerie, dei caffè alla moda.
In altre zone del centro la modernità necessitava poi di allargare e ampliare, demolendo gli isolati decrepiti e malsani per fare spazio a vedute più ariose adatte al nuovo secolo, il Novecento, come nel caso di piazza Cavour e piazza Minghetti.
Il gusto neo-romantico impose di riadattare i palazzi della piazza cittadina ad una scenografia che richiamasse i fasti del comune medioevale, scoprendone improbabili merlature.
L’inizio del secolo poi si esibì in una grandiosa opera di distruzione dell’intera cerchia muraria, che nessuna sovraintendenza oggi avvallerebbe, ma lo si fece oltre che per motivi urbanistici anche sociali. Infatti tanti bolognesi disoccupati trovarono lavoro in questo enorme cantiere.
Molto più tardi poi anche la zona dei navigli bolognesi fu modificata da cima a fondo, in un intero quartiere, il Porto, dal nome significativo di usi di altre epoche.
Si finì quindi col ricoprire il canale Reno, che attraversava una fetta della città storica e importante per i suoi trascorsi di zona industriale di opifici, che fecero di Bologna un importante centro per la produzione della seta.
Ma nell’Ottocento, cosa che ci può stupire, questi canali venivano utilizzati sia dalle lavandaie che per la balneazione.
Troveremmo, se ancora continuassimo nella nostra passeggiata in una Bologna che non c’è più, e poiché Bologna fu città d’acque, anche vari ponti di attraversamento al posto delle righe dei passaggi pedonali.
I nostri occhi oggi vedono una città che, nonostante mantenga ancora tante e magnifiche testimonianze della sua storia, è molto diversa da quella dell’Ottocento.
Eppure la nostra Associazione continua a rivisitare questo secolo nei luoghi storici cittadini che hanno visto quegli anni, così come nelle piazze dei quartieri recenti, dove allora c’erano solo campi, per portare la danza e la sua bellezza compiuta ovunque si apprezzi.
Immagine nella pagina:
Teatro Comunale, Bologna
Con il patrocinio del Comune di Bologna