Con il passare degli anni, anche appartenenti a classi sociali meno abbienti iniziarono a farsi ritrarre per emulare i più ricchi in quanto i prezzi erano diventati più accessibili. Gli studi fotografici erano addirittura in grado di fornire con poca spesa abiti ed accessori se non se ne possedeva uno di foggia adeguata.
Il Dagherrotipo nel frattempo era approdato in America, dove venne perfezionato con il risultato di soppiantare anche in Europa la tecnica di Daguerre.
Al cosiddetto metodo americano si affiancò la doratura del supporto, che dava la sensazione di un incarnato più simile al naturale.
Questo metodo era ben più costoso, ma dava risultati molto buoni e si usava soprattutto per i ritratti di nudo che via via presero sempre più piede benché fosse proibito eseguirli.
Nel frattempo altre tecniche ritrattistiche si erano affiancate al Dagherrotipo:
La Ambrotipia ottenuta su un supporto di vetro e quindi più economica, rapida nella realizzazione ma di discutibile resa in termini di contrasto e visibilità.
La Calotipia che, impiegando il negativo di carta, permetteva la riproducibilità dell’immagine, introducendo così il metodo della fotografia moderna, ma che non ebbe molto successo per quanto riguardava i ritratti perché inferiore al Dagherrotipo per l’incisione, la luminosità e la preziosità.
Il Collodio, che permettendo di usare il vetro come supporto per il negativo, fece sì che si ottenessero stampe su carta in grado di raggiungere la ricchezza di particolari caratteristica del Dagherrotipo.
Nel 1854 fu messa a punto la Carte de Visite (biglietto da visita), che era di dimensioni ridotte (cm. 6,7 x 10,8) e producibile in tiratura elevata e perciò economica. Si dice che Disdéri, l’inventore, seppe trovarsi, fortuna sua, al punto giusto nel momento giusto se è vero, come si racconta, che l’imperatore Napoleone III, in partenza verso l’Italia a capo delle sue truppe, le fece fermare davanti allo studio di Disdéri per farsi ritrarre in uniforme per la sua Carte de visite. Divulgatasi la notizia tutti vollero imitare l’Imperatore ed il successo di Disdéri fu enorme sia in Francia che fuori.
Immagine nella pagina:
Un Atelier in una fotografia d’epoca (particolare)
Con il patrocinio del Comune di Bologna