Gran Ballo al Teatro Comunale

di Marina Governi


invito1860L’invito è rigorosamente personale. È obbligo strettamente di avere o uniforme di alta tenuta o abito calzoni neri e cravatta bianca. Nel locale d’ingresso si fermeranno i servitori e si deporranno i mantelli.
Le carrozze si recheranno al Teatro venendo dalle torri per la via di S. Donato e nel ritorno seguiranno la stessa strada verso l’Università (…..).
Alle nove di sera la bellissima sala del Teatro Comunale, splendidamente illuminata e ornata da ghirlande di fiori, era affollata da circa cinquemila persone distribuite tra i palchi e il parterre: belle signore riccamente abbigliate e con splendidi gioielli, eleganti signori e militari in alta divisa.

Quando il Re, giunto a Teatro, si affacciò dal palco Reale, insieme al Conte di Cavour e al ministro Farini, fu accolto con entusiasmo e commozione da uno scroscio di applausi e da fragorosi evviva che continuarono per parecchi minuti anche mentre l’orchestra suonava l’Inno reale. Il Re rispose più volte salutando il pubblico, quindi dal palcoscenico si levò un coro trionfale cantato da sessanta signore, dirette dal maestro Domenico Liverani. Indossavano abiti bianchi con fiori rossi e foglie verdi che ricordavano con delicatezza e semplicità i tre colori nazionali.
Terminato l’inno, ebbero inizio le danze e il Re si degnò di scendere nella sala per partecipare da vicino alla festa, trattenendosi quasi un’ora a guardare le danze e a chiacchierare amabilmente con alcune signore. La cordialità con cui s’intrattenne coi suoi sudditi suscitò molta ammirazione e commozione.
Durante la serata fu offerto un buffet (organizzato dalla pasticceria Majani) che consisteva in gelati di diverse specie, bibite, caffè, tè e pasticceria d’ogni sorta.
Quando Sua Maestà lasciò il Teatro fu nuovamente salutato con numerosi applausi, e all’uscita la gente, accalcata per le strade splendidamente illuminate, lo acclamava al grido di Viva il Re! Le danze si protrassero fino alle cinque del mattino seguente.
Questo Gran Ballo al Teatro Comunale, sia per l’importanza dell’evento, sia per la magnifica organizzazione con cui si svolse e per l’impatto emotivo che ebbe sulla popolazione, è rimasto nella memoria come una delle feste più belle date a Bologna.
Fine.
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Aprile-Giugno 2005 (Numero 1)

Dipinto di Cinzia Fiaschi, particolare

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