Bologna dei viaggiatori

I luoghi del Risorgimento


La vanità degli abitanti di Bologna va fiera del loro cimitero: è una certosa a un quarto di lega dalla città. Le tombe daranno da vivere a qualche scultore povero.


Stendhal, 1827



Mi sono dato alle pitture questa mattina, al famoso Domenichino e a Guido, entrambi superlativi. Poi mi sono recato nel bel cimitero di Bologna, oltre le mura, dove mi sono imbattuto, accanto al bel prato per le sepolture, in un becchino davvero originale che mi ha fatto venire in mente quello dell’Amleto. Ha una collezione di teschi di cappuccini con tanto di etichetta sulla fronte. Tiratone giù uno ha detto: Questo era frate Desiderio Berro, morto a quarant’anni, il mio migliore amico. Dopo la sua morte, ne chiesi il teschio ai suoi confratelli che me lo dettero. Lo gettai nella calce viva, poi lo feci bollire. Eccolo, denti e tutto, in eccellente stato di conservazione. Era l’individuo più allegro e più bravo che abbia conosciuto. Ovunque andava era messaggero di gioia e bastava la sua presenza per rallegrare anche l’individuo più malinconico. Camminava con tale leggerezza che l’avresti preso per un ballerino, scherzava, rideva… era una tale sagoma di frate di cui non ho mai visto il simile prima, né vedrò di nuovo!

Mi disse che aveva piantato con le proprie mani tutti i cipressi del cimitero; che era profondamente attaccato ad essi e ai suoi morti; che dal 1801 avevano sepolto cinquantatre mila persone. Mostrandomi alcuni dei monumenti più antichi, mi indicò quello di una fanciulla romana di vent’anni, con un busto del Bernini. Era una principessa Barberini morta due secoli fa. Mi disse che, quando aprirono la sua tomba, trovarono che aveva ancora i capelli folti e gialli come l’oro.


George Gordon Lord Byron, 1831



Poi al Cimitero, dove conduce un braccio del portico; un lusso enorme, una mezza città, sala accanto a sala, pieno in parte di (cattivi) monumenti dei secoli passati, in parte di nuovi, presso i quali ora sono proibiti quelli dipinti, solo il marmo è consentito! I poveri giacciono nel mezzo sotto l’erba: lì si dorme più leggeri e non costa niente.


Theodor Mommsen, 1844



Immagine nella pagina:
Veduta della Certosa dall’ingresso del Chiostro V o Maggiore, tratta dall’Albo a memoria dell’augusta presenza di Nostro Signore Pio IX in Bologna l’estate dell’anno 1857, Museo civico del Risorgimento di Bologna

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Novembre 2011 (Numero 19)

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Effetto ottico in stile operetta: la dama è sullo sfondo. Anonimo

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