Bologna dei viaggiatori

I luoghi del Risorgimento


Vado quasi ogni mattina a Casalecchio, passeggiata pittoresca alle cascate del Reno: è il Bois de Boulogne di Bologna; oppure alla Montagnola; lì si tiene il corso della città. È una passeggiata della grandezza delle Tuileries, con alberi molto belli piantati da Napoleone, alta una trentina di piedi sull’immensa pianura che comincia dalla Montagnola; e a nord, la prima collina che viene ad interromperla è quella di Vicenza, a ventisei leghe di distanza.


Stendhal, 1827



Bello il veder curvarsi ameno Parco

d’olmi e di quercie alteramente ombrato,

che intrecciando tra lor le opache cime,

fangli aerea d’intorno ampia corona.

Al fresco verdeggiante anfiteatro,

cui più ch’arte formò schietta natura,

maestoso vial guida introduce.

Doppia d’antichi gelsi util spalliera

l’orna e protegge, e ne seconda il corso,

finchè poi raddoppiando e rami e tronchi

s’addensa in un foltissimo boschetto,

che mentre a’ rai del sol contende il varco,

a coricar le stanche membra invita.

A pubblico decoro, o a comod’uso

di chi dal lungo passeggiar nojato

su l’umid’erba passeggiar non ami

il circoscrisse in giro, e d’eleganti

sedili ampi di pietre ornollo e cinse

il gran Filippo…

Pria che s’entri al vial, vasto si stende

di ben disposti alberghi atrio quadrato

che alla delizia mia forma l’ingresso.

Due larghe vie dal popoloso centro

della città vengon continue, e a capo

mettono agli angol quinci e quindi, e in fondo

dell’atrio, ove torreggia alta colonna,

di sovrano favor memoria e pegno,

s’imboccano al vial, purchè impedito

da ferree sbarre non si neghi il varco,

le spalliere, il boschetto, e il Parco istesso

strada circonda, che serpendo intorno,

della cittade alfine scende alle mura.


Jacopo Taruffi, 1780



In breve, i due tratti specifici del carattere dei bolognesi sono il frutto delle due più nobili passioni che muovono l’animo umano: l’amore per il sapere e quello per la libertà, passioni che hanno sempre predominato nella loro storia e che sono adeguatamente raffigurate nel loro stendardo nel cui centro rifulge a lettere d’oro la parola Libertas, mentre il motto Bononia docet ondeggia ricamato sugli orli.



Johann Gottfried Seume, 1803



Immagine nella pagina:

G. Barbieri, Il ponte lungo sul Reno, XIX sec.

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Novembre 2011 (Numero 19)

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