Scienze e TecnologiaL'eccentrica vedova Poitevin e i voli aerostatici bolognesi...

ma come non citare Francesco Zambeccari?

di Samuele Graziani

Il volo più famoso di Zambeccari è quello in cui, partito dalla Montagnola di Bologna il 7 ottobre 1803 per una spettacolare dimostrazione, naufraga nell’Adriatico vicino alla costa dell’Istria. Anche Zambeccari finisce male. Il 21 settembre 1812 durante il decollo urta contro un albero, l’alcool contenuto nel bruciatore si rovescia e prende fuoco. Gravemente ustionato muore il giorno successivo in ospedale.

Manifesto (Miniatura 532x770 px)I personaggi, le innovazioni, le imprese, i record si susseguono per tutto il secolo. In giro per l’Italia, l’Europa, il mondo intero.
Attorno agli anni 50 compaiono due personaggi che, pur non avendo fatto scoperte e invenzioni particolari, vogliamo ricordare per il loro estro artistico. Sono i coniugi Eugène e Louise Poitevin. I coniugi iniziano le loro ascensioni in Francia, scomparso il marito la vedova prosegue sola l’attività. La sua particolarità: è un’aeronauta equestre. Nel senso che al posto della navicella (la cesta per il trasporto delle persone), al pallone attacca un cavallo da montare. E così diventa famosa, un vero fenomeno. Sale con un cavallo. Sale con un tiro di due cavalli. Sale con una giovenca. Cerca di salire cavalcando un toro, ma viene fermata.

Siamo a Londra nei Cremorne Gardens di Chelsea, è l’agosto del 1852, la prima ascensione prevede di salire cavalcando una giumenta. È un successo. L’esibizione successiva prevede di cavalcare un toro, vestito come un nervoso Zeus, a rappresentare l’Europa che cavalca il successo. L’esibizione viene fermata dalla polizia per crudeltà sugli animali, la Poitevin viene multata e in tutta la Gran Bretagna viene fatto divieto di far volare animali.
Le ascensioni della Poitevin a dorso di animali proseguono quindi altrove, soprattutto in Francia, dove le ascensioni realizzate in sella ad un toro saranno decine.

La fama del personaggio è alta, e anche in Italia compie le sue esibizioni, sempre documentate dai manifesti e dai giornali dell’epoca, perché comunque si trattava di pagare un biglietto per vedere lo spettacolo…
In particolare ne citiamo due della tournée italiana del 1868, però senza animali.
La prima è a Roma; ottiene un successo tale che viene replicata. Ne conserviamo il manifesto che l’annuncia in questi termini: Nello Sferisterio alle Quattro Fontane inerente alla Villa Barberini nel giorno di Sabato 18 luglio 1868, tempo permettendo, M.a V.a Poitevin a richiesta generale farà nel suddetto locale una Seconda Ascensione col suo grandioso Globo detto Il Mercurio costruito in seta impermeabile e dalla capacità di metri cubi 500.


Immagine nella pagina:
Manifesto dello spettacolo romano citato nell'articolo

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Novembre 2013 (Numero 23)

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Manifesto della versione restaurata del film Il Gattopardo
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