Incursioni temporaliSe nell'arte della conversazione si parla di amicizia...

di Alessia Branchi


Gli uomini e le donne delle élite nobiliari avevano sempre preteso di coltivare l’amicizia in accordo con la sensibilità e con i valori tipici della loro educazione. Nell’ottica maschile essa si imponeva come l’espressione più alta di una morale di casta che faceva della lealtà, della solidarietà e dell’onore i princípii garanti della forza e della coesione dei clan al di là della loro complessa articolazione sociale. 23_conversazione02 L’amicizia tra donne consentiva loro invece di coltivare i valori della cultura femminile e di aprirsi alla confidenza, alla tenerezza, al conforto reciproco senza temere di mettere a rischio la propria reputazione.

Il sentimento dell’amicizia, il dono disinteressato di sé, faceva parte fin dalle origini dell’ideale nobiliare e aveva resistito meglio dell’amore alla crisi dei valori eroici. Madame de Sablé difendeva dalle insinuazioni di La Rochefoucauld una concezione dell’amicizia basata sulla virtù; e il duca stesso, dopo aver analizzato tutti i possibili equivoci, non rinunciava a praticarla nella vita, smentendo così la teoria dai fatti. Amo i miei amici scriveva nel suo autoritratto e li amo in modo tale che non esiterei un solo momento a sacrificare i miei interessi ai loro.

Proponendo l’amicizia come miglior forma di incontro tra i due sessi, l’onesta galanteria cessava di essere una semplice finzione diventando un modo per confrontarsi con il gentil sesso. L’amicizia ora consentiva un nobile compromesso. Quando alla marchesa di Lambert, durante l’inaugurazione del suo primo salotto, veniva chiesto se l’amicizia potesse sussistere tra persone di diverso sesso, ella rispondeva da vera dama di mondo, che essa era non solo possibile, ma perfino superiore per intensità, complicità e seduzione a quello che si stabilisce con le persone dello stesso sesso.

Anche Mlle de Scudéry era della stessa opinione: l’amicizia più dolce e delicata è quella che si stabilisce tra un vero honnête homme ed una donna dotata di una bella intelligenza, piacevole e solida, e di un nobile cuore, a condizione però che entrambi si astengano dall’amore. È facile immaginare come questo ideale di socievolezza, sotto il segno dell’eleganza e della cortesia, si basasse sugli istinti dell’arte di stare insieme, sulla seduzione e sul piacere reciproco.


Immagine nella pagina:
C. G. Lemonnier, Lettura della tragedia di Voltaire L'orfano della Cina nel salotto di Madame Geoffrin, 1812

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Novembre 2013 (Numero 23)

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