Incursioni temporaliSe nell'arte della conversazione si parla di amicizia...

di Alessia Branchi

Il formidabile trio formato da Madame de Sévigné, monsieur de La Rochefoucauld e Madame de La Fayette rappresenta una delle vette della civil conversazione. Nel periodo parigino quasi ogni giorno le due amiche e La Rochefoucauld si trovavano nel salotto o nel giardino profumato di Madame de La Fayette a seconda della stagione. Come d’incanto appare quasi visibile davanti ai nostri occhi il comportamento infinitamente cortese dell’aristocratico abbandonato al piacere delle conversazioni femminili, evitando di assumere le redini, assecondandole invece e pungolandole con commenti ironici. Così come ci sembra di vedere Madame de Sévigné nell’atto di raggiungere gli amici portando con sé il corteo di stati d’animo e il suo arsenale di notizie e di osservazioni irresistibili, accompagnata dalla sua malinconia o dal suo riso giocondo, pronta a dare il meglio di sé per il solo piacere di riconoscersi nell’allegria suscitata nei suoi interlocutori.
Particolare (Miniatura 268x384 px)
La vita di società era il solo argomento su cui Madame de La Fayette si mostrava disposta a dilungarsi. Sapeva per esperienza personale quanto fosse importante, per chi era costretto ad assentarsi da Parigi, poter continuare a cogliere l’eco della cronaca mondana. E lei stessa era così abituata a commentarla con l’amica da non potersene esimere anche per lettera.

Eccola dunque inviarle di tanto in tanto una manciata di notizie e pettegolezzi, materiale grezzo che la loro conversazione avrebbe trasformato in gemme preziose e su cui Madame de La Fayette non aveva voglia di lavorare da sola. Bastano poche righe, scritte in una lettera a Madame de Sévigné il 19 maggio 1673, per intuire il gusto dell’osservazione psicologica e morale: Vostro figlio è follemente innamorato di Mademoiselle de Poussay; aspira solo a emulare gli eccessi di La Fare. Monsieur de La Rochefoucauld dice che l’ambizione di Sévigné è di morire di un amore che non prova, perché non lo riteniamo dotato della tempra necessaria per le passioni forti. Sono disgustata da quella di La Fare: è troppo smisurata e troppo subalterna. La sua amante non ricambia minimamente i suoi sentimenti. La sera stessa in cui lui è partito, è andata a cena da Longueil, dove si teneva un concerto. Cenare in compagnia quando il proprio amante parte, e parte per raggiungere l’esercito, mi pare un delitto capitale; ma io capisco poco in materia.

Sembra un mondo lontano, concentrato sulla leziosità e sull’ozio che pretendeva di raggiungere la perfezione con l’aiuto delle donne, maestre di grande eleganza… eppure quel mondo seppur frivolo è riuscito a plasmare molte forme della vita sociale e intellettuale di due secoli, diventandone anche veicolo dell’azione politica.


Immagine nella pagina:
C. G. Lemonnier, Lettura della tragedia di Voltaire L'orfano della Cina nel salotto di Madame Geoffrin, 1812 (particolare)

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Novembre 2013 (Numero 23)

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