Nell’autunno del 1841 lo studioso italiano Luigi Federico Menabrea scrisse il riassunto di un seminario tenuto da Babbage a Torino, che pubblicò in una relazione in francese, insieme ad alcune sue valutazioni. Nel 1843 Ada tradusse in un articolo in lingua inglese la relazione di Menabrea, ed in quelle che furono chiamate note alla sua traduzione, ma che costituivano i 2/3 del lavoro, descrisse le applicazioni della macchina nel calcolo matematico e, con incredibile lungimiranza, si spinse ad affermare che tale macchina sarebbe stata in grado persino di produrre musica e disegni, come in effetti si è poi verificato coi moderni computer, ed anticipò i concetti dell’intelligenza artificiale.
Ada inoltre corredò il proprio articolo con quello che oggi viene unanimemente riconosciuto come il primo programma per calcolatori della storia: un algoritmo per il calcolo dei numeri di Bernoulli, utilizzati per stilare le tavole dei logaritmi. L’Algoritmo di Ada era di gran lunga più complesso di qualunque altro tentativo di Babbage, e viene considerato tuttora un risultato brillante, non soltanto in campo matematico, ma soprattutto nel campo della programmazione dei calcolatori, in quanto introduce il concetto di blocchi di istruzioni riutilizzabili a seconda delle necessità (subroutine), e l'idea dei cicli ripetitivi (loop), da lei chiamati il serpente che si morde la coda.
Se si considera che il lavoro di Ada risale a più di un secolo e mezzo fa, ciò giustifica pienamente il fatto che Ada Byron Lovelace sia considerata l'autrice del primo software per computer della storia, almeno in senso teorico, e che nel 1979 il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti abbia onorato il suo ricordo battezzando ADA un linguaggio di programmazione per grandi sistemi di calcolo.
Ma non pensate che Ada fosse una noiosa zitella secchiona. L'8 luglio 1835 Ada sposò William King conte di Lovelace, da cui ebbe non solo il titolo nobiliare ed il cognome con cui restò famosa, ma anche tre figli: Byron, Annabella e Ralph Gordon.
Ada fu anche dedita alla musica, in particolare amava suonare l'arpa. Fu amica di Charles Dickens, che fu l'ultimo a visitarla prima della morte, ed intrattenne corrispondenze con personaggi illustri come Michael Faraday e John Herschel. Ebbe una vita scandalosamente libera, almeno per l'epoca, con numerosi flirt e nell'ultimo periodo una eccessiva inclinazione per gli alcolici, l'oppio e le scommesse sui cavalli.
Morì il 27 novembre 1852 a soli 36 anni - la stessa età in cui era morto Lord Byron - probabilmente per un tumore all'utero, e dietro sua richiesta venne sepolta accanto al padre, che non aveva mai conosciuto.
Nelle sua breve vita Ada Byron Lovelace fu non solo uno dei più pittoreschi e visionari personaggi della storia dell’informatica, ma anche una sorta di miscuglio genetico tra Poesia e Matematica, derivato da due rappresentanti quasi esageratamente emblematici di quelle che oggi chiameremmo le due culture.
Immagine nella pagina:
La copertina del primo manuale di programmazione in linguaggio ADA, ed una delle schede perforate utilizzate per la Macchina Analitica