Il Circolo Ufficiali, un ambiente caro alla ... Danza

di Alessia Branchi

Con ringraziamento al Col. Antonio Guido Ceglia, attuale direttore del Circolo Ufficiali che ha omaggiato la Società di Danza-Circolo Bolognese con il libro: “CIRCOLO UFFICIALI BOLOGNA 1903-2003 I CENTENARIO”, edito nel 2003, dal quale è stato rielaborato il seguente testo.

Corte del Circolo Ufficiali dell’Esercito (Miniatura 218x270 px)Durante il periodo risorgimentale, Bologna assunse un’importante valenza militare nell’ambito della formazione del Regno Italiano: era innanzitutto crocevia e centro nodale dei quattro stati provvisori di Firenze, Bologna, Modena, Parma; assunse, per ragioni di organizzazione e controllo, importanti compiti di regolazione dei rapporti economici; infine il suo presidio militare era considerato tra i più rilevanti sia per il livello di comando che per l’entità numerica dei reparti.

La grande presenza di militari nel territorio bolognese, ufficiali, sottufficiali e truppa, che tendeva a stabilire rapporti di tolleranza, fiducia e simpatia con la popolazione locale, incise profondamente sulla nascita di una vera e propria sede del Circolo Ufficiali nella città. Senza dimenticare poi l’atteggiamento cordiale e ospitale dei cittadini bolognesi, specie di quelli che vantavano un passato militare per la partecipazione ai moti liberali e alla prima campagna risorgimentale, che cercavano volentieri l’incontro con i nuovi arrivati.

Cominciava così a prendere corpo l’idea di un Circolo Ufficiali, possibilmente lontano dalle strutture delle caserme, quale luogo di incontro per gli ufficiali di presidio e per quelli di passaggio in città. Ma a Bologna mancavano ambienti idonei, soprattutto se la ricerca si limitava al centro della città; gli spazi occupati erano già insufficienti per l’accasermamento. Si rimase perciò per lungo tempo privi di una sede sociale, mentre cresceva, tra gli ufficiali che via via lasciavano il servizio, il desiderio di conservare i legami di cameratismo con i colleghi.

Nel 1903 furono messi a disposizione alcuni locali di un palazzo di via Indipendenza, l’attuale Hotel Baglioni, dove vennero limitati i lavori di adattamento per la provvisorietà della sede. Il sopraggiungere del primo conflitto mondiale fece sospendere ogni ulteriore iniziativa sulla sistemazione del Circolo Ufficiali, essendo l’interesse dei Comandanti concentrato su ben altri problemi.
Dopo la conclusione della guerra, precisamente nel 1922, si ritornò sull’argomento per iniziativa del Generale Scipione Scipioni, noto per la sua intraprendenza e per il suo dinamismo. La ricerca fu impostata sul reperimento di un immobile demaniale ubicato nel nucleo centrale della città, con uno sviluppo di locali tale da consentire le attività di rappresentanza, il funzionamento del servizio mensa e lo svolgimento di attività culturali e ricreative.


Immagine nella pagina:
Corte del Circolo Ufficiali dell’Esercito di Bologna.

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Ottobre-Dicembre 2005 (Numero 2)

Acquerello di Loretta Bompiani, Palazzo Grassi

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