Il salotto di Nonna SperanzaIl Salotto di Nonna Speranza

di Marinette Pendola

Che la vostra danza sia animata; siate vivace senza nessun timore. Se siete di alta statura e modi eleganti vi contraddistinguono, danzate con dignità e grazia calma; i passi meno vivaci, i movimenti più delicati sono adatti al carattere della vostra danza. Ma evitate di stare rigide, con un portamento di maniera o sprezzante, come tante ballerine di oggi che, per dimostrare un’aria elegante o maestosa, camminano, si trascinano, e si accontentano di fare di tanto in tanto qualche passo isolato.
Il modo di tenere la gonna è cosa importante. Se la si porta troppo in avanti, si mettono in evidenza le forme posteriori, si disegna con le braccia un semicerchio sgraziato e, se s’incurva il busto verso l’interno, si diventa una simpatica caricatura. Se la si scosta troppo sui fianchi, si somiglia alle nonne che ballano il minuetto. Ma lasciando le pieghe della gonna all’indietro, accostandola un po’ alle cosce in modo da drappeggiarle leggermente, tenendola sulla parte laterale di queste, fra pollice e indice, si ottiene un portamento molto elegante. Nello stesso tempo, si tengono i piedi verso l’esterno, arcuati in modo da poggiare sulle punte tenendo alzato il tallone, i gomiti sono arrotondati, le dita non allargate ma morbide come le braccia, il petto in avanti, le spalle all’indietro, il busto ben in equilibrio e fermo affinché non partecipi ai movimenti delle gambe.
La testa è dritta ma non fissa; il collo s’inclina impercettibilmente, con un movimento ripetuto e grazioso, secondo la musica, adattandosi alla vostra danza. Questo portamento, ugualmente distante dall’affettazione e dalla rigidità, si adatta soprattutto al valzer.
Che il vostro sguardo non sia né abbassato, né fisso, né vagante; che si rivolga al cavaliere senza apparire penetrante, che esprima sempre benevolenza e gioia. Dando la mano alle vostre vicine per la chaîne des dames (…), fate in modo che i vostri movimenti siano aggraziati e leggeri. Rivolgerete un sorriso gentile, sembrerà che scivoliate, pur con il corpo fermo e l’orecchio attento.
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Ottobre-Dicembre 2005 (Numero 2)

Acquerello di Loretta Bompiani, Palazzo Grassi

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