Abbiate cura, quando ballate il valzer, che il vostro cavaliere non vi stringa troppo, e ciò per un doppio motivo di grazia e di ritegno. Inclinerete delicatamente la testa, farete i passi molto piccoli, mantenendo la vostra posizione e non saltellando come tanti ballerini di cattivo gusto che rovinano in questo modo l’incantevole danza tedesca. (…) Evitate di buttarvi troppo all’indietro per non stancare il vostro cavaliere, e, appena sentite il respiro farsi faticoso, fermatevi, poiché la difficoltà di respiro, il volto surriscaldato, il sudore trasformano momentaneamente la più bella ballerina in un oggetto ridicolo e degno di pietà.
Ma non è soltanto questa stanchezza istantanea che vi chiedo di evitare, voglio che preveniate la fatica permanente. Appena si farà sentire, smettete di danzare, smettetela, poiché non c’è più leggiadria né piacere. I vostri passi, i vostri atteggiamenti non avrebbero quel tono aggraziato, quell’eleganza spontanea, quella leggiadria aerea che danno alle ballerine un aspetto poetico. Pensateci: la danza si esprime con grazia: allontanatevi prima che le vostre grazie si allontanino. Dobbiamo tutte avere questa civetteria (Non dimentichiamo per il ballo, una sorta di piccolo accessorio assolutamente moderno, assolutamente elegante, ma che dobbiamo avere solo se siamo ballerine alla moda, poiché altrimenti sarebbe oggetto di derisione per gli spettatori, anche i più indulgenti. Questo piccolo accessorio è un piccolissimo portafogli molto simile a un porta biglietti da visita; la parola Bal è tracciata all’esterno e, all’interno, due fogli di carta di qualità portano il titolo Contredanses. Una matita leggera chiude l’oggetto e serve ad annotare le contraddanze promesse. Un piccolo gancio di metallo è legato alla parte inferiore; lo si aggancia alla cintura, e l’oggetto che non oltrepassa il nastro sembra un gioiello destinato ad ornarlo. Si fanno questi souvenir di ballo in avorio, madreperla, acciaio, vermeil, oro, ecc…).