Prima del Ballo

di Italo Svevo (a cura di Fabrizio Galloni)

Durante la prima figura mi disse: Come si diverte? Poi tacque per mezz'ora. Poi mi disse: Questa è la prima quadriglia! E nuovamente tacque meditabondo.
E, infine, poco prima di lasciarmi, sempre sorridendo spiritosamente disse: A me il ballo piace molto! Ed io pensai: Non si capisce perché! Da dire non c'era nulla e, per quanto mi sentissi stanca la bocca per la lunga inerzia. (Leggendo) Rialti. Altro individuo da evitarsi. Non mi aveva ancora ben stretto la mano in segno di aver fatto la mia conoscenza che cominciò a lagnarsi, sí a lagnarsi e con certo suono di pianto nella voce, ch'era una pietà a sentirlo. Si lagnò della direzione per una causa, dei soci per un'altra, e poi del colore della sala, e che la galleria veniva frequentata meglio che la sala, e che la sala di lettura non era situata nell'altro ingresso, e che le signorine s'impegnavano un mese prima…Peccato che tutto questo non posso mutarlo! scoppiai io. Non serví! Poco dopo piagnucolò sul troppo lusso e che oggidí piú non si sapeva ballare né aver spirito. Si trattava di una lancieri… un vero miserere! Gli altri (guardando il carnet) senza lode e senza infamia. Un po' di spirito, molta presunzione, e quando sanno qualche cosa cercano di ammazzare la poverina che si è confidata loro.
Ma Mastroni, oh! il piú odioso di tutti! Mi viene presentato al principio del ballo da un direttore che poi mi racconta che la presentazione gli era stata espressamente domandata. Buon principio, dissi a me stessa, e una intanto. Ingannatore! La noia ineffabile delle prime ore mi viene diminuita dalla sorpresa di vedere che il signor Mastroni piú non si fa vivo. La mia voce gli era dispiaciuta forse? Sarebbe stato un altro indizio del gusto decaduto del tempo! No! Dopo cena osservo che in un canto della sala infila i guanti, si specchia e poi si muove. Non capivo bene verso chi perché lo osservava in uno specchio e la geometria descrittiva non è stata mai il mio forte.
Lo vedo tutt'ad un tratto dinanzi a me e allora appena capisco: Prima di cena non aveva avuto il coraggio e per procurarselo aveva avuto bisogno del bicchiere di marsala. Non v'era ragione per serbargli rancore, anzi!

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Ottobre-Dicembre 2005 (Numero 2)

Acquerello di Loretta Bompiani, Palazzo Grassi

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