Scienze e TecnologiaL’ambulanza nella storia

e la Ford Modello T dell’American Field Service

di Samuele Graziani

Ambulanze americane in Francia (Miniatura 219x131 px)Una data che vogliamo citare è il 1864, anno a partire dal quale l’esercito prussiano (in guerra con la Danimarca) iniziò ad utilizzare lettighe a due ruote per il trasporto dei feriti. Erano normali barelle posizionate su una struttura a due ruote che veniva trainata da un solo uomo, o eventualmente da un animale. Il principio è quello della carriola. In realtà a parte questo primo uso in ambiente bellico, questo tipo di portantine venne utilizzato perlopiù in ambito civile, mentre in ambito militare continuarono ad essere utilizzati i grandi carri.

Con la seconda metà dell’Ottocento, infine, iniziarono a diffondersi varie Associazioni di Volontari del Soccorso. Degni di citazione sono il servizio di ambulanze già attivo negli Stati Uniti a Cincinnati nel 1865; la St. Andrews Ambulance Association, nata nel 1882 a Glasgow e che lavorava nell’intera Scozia; la St. John Ambulance Brigade, nata nel 1887, che divenne presto un cardine per il soccorso del Regno Unito; nel 1881 nacquero l’Associazione dei Volontari del Soccorso di Vienna e l’Associazione dei Samaritani di Ostmark, in Germania.

Ambulanze americane in Italia (Miniatura 219x132 px)Ma anche in Italia nacquero le Pubbliche Assistenze in quel periodo, dalla Croce Verde, alla Croce Bianca, alle Misericordie, fino al primo congresso nazionale del 1892 a La Spezia. L’ambulanza progettata da Agostino Bertani durante la Terza Guerra d’Indipendenza del 1866 -

è essa un veicolo montato su quattro ruote e sette molle. Riesce utilizzabile su qualsiasi strada e ha una notevole capienza perché può portare cinque feriti distesi su appositi lettini e altri tre seduti davanti - fu perfezionata dal torinese Alessandro Locati che si affermò con successo anche alla mostra di Filadelfia del 1876.



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Ambulanze americane in Francia
Ambulanze americane in Italia

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Maggio 2015 (Numero 25)

Ingabbiatura in legno riempita di sabbia per proteggere il Nettuno da possibili attacchi aerei durante la Prima Guerra Mondiale
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