Quindi, non appena si resero evidenti le prime avvisaglie di rivolta tra le truppe indiane, Sir Lawrence provvide immediatamente a fortificare l’area circostante la Residenza Governatorale, trasferendo al suo interno i civili britannici e richiamando i soldati inglesi e quelle truppe indiane, in particolare i Sikh, sulla cui fedeltà poteva contare.
Il 30 maggio, giorno della festa islamica dell’Eid al-Fitr, la rivolta scoppiò anche a Lucknow; grazie alla previdenza di Sir Lawrence gli inglesi erano pronti a resistere all’attacco degli ammutinati, nonostante l’esiguità delle loro forze.
Di fronte a un numero di assedianti compreso tra i 30 e i 60.000 stavano non più di 1.600 difensori, compresi alcuni volontari civili e oltre 1.200 tra donne, vecchi e bambini.
Tra i volontari che parteciparono alla difesa di Lucknow vale la pena di ricordare la presenza degli alunni de La Martinière, un istituto scolastico per ragazzi britannici, che si batterono come veri soldati per tutta la durata dell’assedio. Inoltre questo gruppo di intraprendenti adolescenti riuscì a costruire, basandosi sulle istruzioni contenute in una enciclopedia per ragazzi, un sistema di semafori per comunicare con l’esterno della Residenza, che si rivelò estremamente prezioso per gli assediati.
L’assedio fu durissimo e tra le vittime si contò, purtroppo, anche Sir Lawrence, ucciso da una cannonata nemica il 4 luglio.
Sulla sua tomba è scritto il semplice epitaffio da lui stesso dettato in punto di morte:
Qui giace Henry Lawrence, che tentò di fare il proprio dovere.
Immagini nella pagina:
Deposito di Imambara
Porta della Lucknow Residency
La residenza governatorale
Porta di Moti Mahal
La vecchia cittadella