The Campbells are comin’!

L’assedio di Lucknow, India 1857

di Andrea Olmo

Al termine del combattimento Sir Campbell si complimentò con il Piper McLeod per aver spronato gli uomini con la sua cornamusa; la risposta del sottufficiale, pronunciata con fortissimo accento scozzese, suonò più o meno così: I thought da boyz would fecht better wi’ da national music to cheer dem! (Ho pensato che i ragazzi avrebbero combattuto meglio con la musica nazionale a incoraggiarli).

Souterland Highlander (Miniatura 219x225 px)A questo punto restava solo un ultimo ostacolo prima di giungere alla Residenza di Lucknow, ed era forse il più ostico: lo Shah Najaf, una moschea fortificata, mausoleo del primo re dell’Oudh. Per tre ore i britannici sottoposero l’edificio a un pesante cannoneggiamento da posizioni fortemente esposte al fuoco nemico. Purtroppo il tempo passava inesorabile, le perdite inglesi aumentavano, ma le mura della moschea non cedevano. Il Generale Campbell, allora, riunì davanti a sé i jocks del 93° e li arringò con le seguenti parole: Soldati! Non avevo intenzione di impiegarvi ancora quest’oggi, ma lo Shah Najaf deve essere preso entro stasera. L’artiglieria non riesce a scacciarne il nemico, così dovrete farlo voi con le baionette, ed io stesso vi guiderò! Riunita una forlorn hope (squadra di volontari) di 50 uomini, Campbell la condusse personalmente, cornamuse in testa, contro lo Shah Najaf. Scoperta una piccola breccia nel muro di cinta gli scozzesi vi penetrarono d’impeto aprendo le porte del mausoleo ai loro compagni e, dopo un ennesimo duro scontro, anche questa volta il coraggio degli Highlanders ebbe ragione del nemico!

Al termine del combattimento i jocks issarono la loro bandiera reggimentale sulla moschea in segno di sfida verso i rivoltosi mentre un giovane piper di 12 anni, sfidando un rabbioso fuoco nemico, salì sul minareto ed iniziò a suonare Cock o’ the north e, in onore del suo comandante, The Campbells are comin’.

Intanto all’interno della Residenza la situazione si stava facendo critica: l’angoscia cresceva tra gli assediati, mentre viveri e munizioni iniziavano ormai a scarseggiare. Tra i civili presenti a Lucknow, c’era anche una certa Jessie Brown, la giovane moglie di un sergente scozzese della guarnigione. Quel 16 novembre Jesse giaceva addormentata, stordita dalle privazioni e dalla fatica, e nel sonno la ragazza sognava la sua lontana Scozia e le sue amate Highlands, cullata dall’aspro suono delle cornamuse… Le cornamuse!
Mrs. Brown si svegliò di soprassalto. Non le aveva sognate! Aveva davvero udito delle cornamuse!


Immagine nella pagina:
Sutherland Highlanders che danzano sulle spade dei nemici vinti

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Maggio 2015 (Numero 25)

Ingabbiatura in legno riempita di sabbia per proteggere il Nettuno da possibili attacchi aerei durante la Prima Guerra Mondiale

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