Abbiamo tempo per un'associazione?

di Alessia Branchi

Lo svago può essere posto,
insieme al culto e all’istruzione,
tra le attività umane di carattere universale
che caratterizzano tutte le società.


J. Rumney e J. Mayer, sociologi


Lavorando in ambito culturale e sviluppando una realtà associativa mi trovo spesso a riflettere e ragionare su quali siano i criteri più corretti per raggiungere a pieno fini, ideali e obiettivi dell’associazione, considerando anche la dimensione amministrativa che fa sempre più fatica ad appoggiare le realtà associative esistenti.

Si ha infatti l’impressione di vivere un clima di disorientamento, di messa in crisi di certezze e valori, tanto che sembra che l’accresciuta domanda culturale non trovi risposte adeguate nella società, alimentando un senso di frustrazione individuale e collettivo.

società di mutuo soccorso di Brosso (Miniatura 300x282 px)Essendo la responsabile di un’associazione che si occupa di danza di tradizione sociale, con particolare riferimento all’Ottocento, mi è quasi immediato volgere la riflessione verso la situazione del XIX secolo. Come è possibile che in un secolo così difficile come l’Ottocento abbiano avuto natali sereni tante associazioni che si occupavano di cultura, e adesso che la cultura è alla portata di tutti, le associazioni facciano così fatica a sopravvivere? Intorno a questo argomento esistono tantissimi studi e ricerche che investono tutti i settori, da quello sociologico, a quello religioso, al sociale, al ricreativo e culturale, a quello femminista, e via via abbracciandoli tutti. Leggendo e interessandomi alle offerte che esistono nella società odierna, senza però dimenticare le tappe storiche che hanno creato l’humus che ha permesso di arrivare alla realtà di oggi, sono giunta ad alcune conclusioni, che non vogliono essere universali, ma anzi che evolvono col passare del tempo.

Innanzitutto cerco di contenere le mie considerazioni dentro l’ambito Cultura, il settore a me più caro. Secondo me la Cultura non deve avere come unico obiettivo quello di accrescere il sapere e affinare l’approccio estetico, ma deve tendere a trasformare profondamente il rapporto dell’uomo con il suo ambiente di vita e perché no di lavoro. È con questo intento che le associazioni dovrebbero operare, perché proprio da questo snodo possiamo comprendere la reale differenza che esiste tra le realtà associazionistiche che nascono e operano attualmente e quelle che hanno operato nel passato.

Oggi le numerose associazioni esistenti non appartengono a precisi progetti politico-amministrativi e per questo sono considerate a fatica parte della società. Le realtà culturali sono infatti frammentate in tante iniziative singole, isolate, che spesso mancano di un punto di riferimento centrale, e che spesso finiscono per nascere e morire insieme ai propri obiettivi. Ed ecco comparire qua e là fermenti culturali come ad esempio iniziative che sfociano in brillanti momenti di produzione, di formazione, di manifestazioni culturali, tutti portatori di un importante rinnovamento ma spesso legati a motivazioni di volontariato culturale e di profonda fede in questo settore.


Immagine nella pagina:
Vessillo della Società di Mutuo Soccorso di Brosso (particolare)

Pagina:
Precedente 1 | 2 Successiva

Gennaio-Marzo 2009 (Numero 12)

Comune di BolognaCon il patrocinio del Comune di Bologna
Incisione di H. Adlard su disegno dell'architetto J. Oates
© 2005 - 2022 Jourdelo.it - Rivista storico culturale di 8cento Registrazione Tribunale di Bologna n. 7549 del 13/05/2005 - Direttore Resp. Daniela Bottoni
🕑