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Un fiore per Lina

di Pierpaolo Franzoni

Cristofori Piva Carolina (Miniatura 284x420 px)Quando scoprii la cosa, ebbi subito bisogno di verificarne l’attendibilità.
Era troppo ghiotta la notizia per chi almanacca sovente.
Pensai che a volte le fantasie prendono corpo e in quel caso devi essere ben sicuro di non confondere realtà e immaginazione.
Presi la tabella a doppia entrata di classificazione e calcolando fra righe e colonne e cercando nelle definizioni quella precisa, arrivai alla conclusione.
Si, c’era parentela: un pezzetto di storia, quella con la esse maiuscola si legava, stando alla scienza genealogica, al sottoscritto.

Conosco due tipi di reazione a queste notizie. La prima quella normale, sana e pragmatica che dice: ho qualche vantaggio reale, c’è qualche lascito, qualche merito. No. E allora che mi importa?
E la mia.

Infatti io mi lasciai prendere dal sacro zelo del ricercatore, e allora esplorai archivi, indagai fra libri sepolti in biblioteche, pedinai vecchie pubblicazioni oramai fuori catalogo, analizzai i banchetti dei librai antiquari in cerca di chissà quali gemme, e come l’archeologo scavai nei mercatini delle cose vecchie fra i cumuli di casse e scatoloni sporchi tirati su dalle cantine dai solfanai, con grande ripugnanza di mia moglie, e spesso trovai, avvalorando il detto: chi cerca trova. Tutto questo per raccogliere scritti, libri, testimonianze, racconti sulle vicende di quel secolo epico.
La scoperta quindi è che fra me e il generale garibaldino Domenico Piva, braccio destro di Nino Bixio, c’è un legame di parentela di VIII grado, che a dirlo non sembra neanche tanto distante, e invece onestamente lo è poiché costui era un cugino di primo grado della mia trisavola da parte di madre, ramo veneto, rodigino, ma comunque certo e autenticato dalle fonti.

Il gioco è divertente, la fantasia corre, soprattutto se trovi una cugina a Varese, di secondo grado però, che ti asseconda nella tua stessa mania, e lo fa con grande professionalità e passione, fornendoti dovizia di notizie e aneddoti che squarciano il velo del tempo e dell’oblio in cui gli avi erano sepolti e praticamente sconosciuti fino ad allora.
Questo ufficiale dei Mille, se non di primissimo piano, è però un personaggio di una certa notorietà - se non altro per gli storici dell’epopea risorgimentale - il quale partecipò a diverse gesta eroiche: la battaglia di Ponte dell’Ammiraglio, quella decisiva di Maddaloni, a Calatafimi e prima ancora a difesa della Repubblica Romana da sottotenente con Garibaldi e poi nella conseguente trafila verso Cesenatico e le Valli del delta del Po.


Immagine nella pagina:
Cristofori Piva Carolina in una fotografia (particolare)

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Gennaio-Marzo 2009 (Numero 12)

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Incisione di H. Adlard su disegno dell'architetto J. Oates
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