Scienze e TecnologiaIsaac Singer e la macchina da cucire

di Samuele Graziani

Logo Singer (Miniatura 236x324 px)Fino alla metà dell’Ottocento l’unica possibilità di confezionare abiti, scarpe, biancheria e cappelli era quella di cucirli a mano. Poi il signor Singer brevettò la macchina da cucire… e qualcosa cambiò radicalmente.

Facciamo subito una doverosa precisazione. Il signor Singer non inventò la macchina da cucire, fu uno dei tanti e non il solo. Prima di lui altre macchine da cucire erano già state inventate e brevettate, e qualcuna funzionava anche, e qualcuna anche bene. Singer ebbe la capacità di fare il salto di qualità.

Come abbiamo già visto per altre invenzioni, prima di arrivare al vero colpo di genio che cambia il corso della storia, si inizia con una più o meno lunga preistoria. Una preistoria in senso figurato parlando di macchine da cucire… perché se parlassimo di cucitura manuale dovremmo realmente risalire alla preistoria, visto che i primi bottoni con asole risalgono a 20 mila anni fa, utilizzati per unire pelli! Parlando di cuciture meccaniche, il primo in assoluto è il tedesco Charles Fredrick Wiesenthal nel lontano 1755. Suo il primo brevetto, ottenuto in Gran Bretagna dove viveva. Ma di questo brevetto è rimasto poco o niente, se non che i difetti meccanici erano così insormontabili che rimase solo un progetto mai realizzato. Il secondo brevetto è attribuito all’inglese Thomas Saint, nel 1790. L’intento della macchina di Saint era quello di cucire pelli per stivali. Ma ancora i limiti del progetto non portarono alla sua realizzazione pratica. Seguirono quindi altri sfortunati progetti, nessuno funzionante, quasi nessuno brevettato, insomma, attività che rimangono alla storia senza quasi diritto ad un nome e una citazione.

Antica Singer (Miniatura 219x150 px)Passano quarant’anni di insuccessi, e finalmente arriviamo al vero inventore della macchina da cucire: il sarto francese Barthélemy Thimonnier. Nel 1829, all’età di 36 anni, Thimonnier inventò il punto a catenella semplice e la prima macchina da cucire funzionante, l’anno successivo la brevettò con l’aiuto economico dell’imprenditore Auguste Ferrand. Sempre in collaborazione con Ferrand aprì la prima compagnia manifatturiera per la produzione di abbigliamento basata sulla macchina da cucire. L’obiettivo era la realizzazione di divise militari. Purtroppo anche questo va annoverato tra gli insuccessi: andò male, la macchina non sfondò. Non ebbe il successo sperato. Fu rimaneggiata, tre sue varianti furono brevettate dallo stesso Thimonnier negli anni successivi, vinse premi all’Esposizione Industriale del 1844. Ma economicamente fu un disastro. Nel 1857 Thimonnier morì in povertà.

Nel frattempo altri si lanciarono nell’impresa. È facile capire che una produzione industriale di capi d’abbigliamento era un investimento economico che faceva gola a molti. Ma era un investimento molto oneroso, e ancora le macchine da cucire inventate erano poco efficaci. E così all’elenco degli sconfitti si aggiungono altri nomi e altre date, soprattutto americani: John Greenough nel 1842, George Corliss nel 1843, l’inglese John Fisher nel 1844 e tanti altri… la lista completa sarebbe lunga.


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Logo della Singer
Antica macchina da cucire Singer

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Gennaio-Marzo 2009 (Numero 12)

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