Mary Shelley: visse da eroina del Romanticismo, inventò la Fantascienza

di Raffaele Sorgetti

Di questo periodo ricordiamo i romanzi The Fortunes of Perkin Warbeck (1830), Lodore (1835) e Falkner (1837). Soprattutto Mary scrisse una grande quantità di racconti, saggi, poemi ed articoli che furono pubblicati in vari giornali e riviste dell’epoca, tra cui il London Magazine ed il Westminster Review.

Nel 1841, suo figlio Percy Florence si laureò al Trinity College, e le chiese di accompagnarlo in un viaggio in Europa, durante il quale Mary compilò un diario che fu pubblicato nel 1844 col titolo di A zonzo per la Germania e per l’Italia.
Vampiro (Miniatura 506x423 px)
Nell’ottobre del 1845 Mary dovette affrontare un tentativo di ricatto da parte di un uomo che si faceva passare per il figlio illegittimo di Lord Byron. Questi minacciò Mary di pubblicare delle lettere sue e di Percy Shelley, probabilmente smarrite nella loro fuga del 1814, se lei non le avesse acquistate, ma Mary riuscì ad ottenere dal tribunale un’ingiunzione che glielo impedì.
Nel 1848 Percy Florence si sposò con Jane Gibson, e Mary visse con lui e sua nuora a Field Place, nel Sussex, nella vecchia dimora degli Shelley, negli ultimi anni della sua vita.

Mary Shelley morì a Londra il primo febbraio 1851, dopo una lunga malattia, probabilmente causata da un tumore al cervello, e fu sepolta nel cimitero della chiesa di St. Peter, a Bournemouth. Successivamente, le spoglie dei suoi genitori furono trasferite dalla chiesa di St. Pancras per essere seppellite accanto a lei.

Una piccola nota prima di concludere. Frankenstein non fu l’unica opera letteraria che nacque in quella tenebrosa notte Svizzera. Anche John William Polidori scrisse un racconto, Il Vampiro, che venne poi pubblicato nel 1819, all’inizio erroneamente attribuito a George Byron.

Il racconto di Polidori, pur non famoso come il romanzo di Mary Shelley, è anch’esso una pietra miliare della letteratura gotica. Il protagonista Lord Ruthven, ricalcato sulla figura dello stesso Byron, non fu solo il primo vampiro della letteratura inglese, ma anche il primo nella forma che oggi è più conosciuta, ovvero quella del demone aristocratico, inserito nell’alta società e dotato di un fascino tenebroso e maledetto.
Inoltre questo racconto fu sicuramente tra le principali fonti di ispirazione di Bram Stoker per scrivere il suo famoso romanzo Dracula.


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Il Vampiro di Polidori
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