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Il salotto di Nonna SperanzaDonne in viaggio

di Marinette Pendola

Grotta nel ghiacciaio dei Bossons in una cartolina d'epoca (Miniatura 219x138 px)Da Madame de Tourvel, una delle protagoniste del romanzo epistolare Le relazioni pericolose di Laclos (1782) che porta il titolo di presidentessa in quanto moglie di un presidente, alle numerose presidentesse attuali che hanno acquisito quel titolo per meriti propri, non è trascorso soltanto un lasso di tempo che giustifica mutamenti sociali così rilevanti. C’è di mezzo l’Ottocento, un secolo lungo, che gli storici fanno iniziare con la Rivoluzione Francese (1789) e terminare con la Prima Guerra Mondiale (1914-1918).

Due eventi traumatici della storia europea, il primo che spazza via mentalità e costumi ancestrali, il secondo che dà inizio al Novecento. L’Ottocento è un secolo cerniera in cui la vita delle donne pian piano cambia. L’immagine della donna che la letteratura e le arti di quel secolo in genere tramandano la racchiude in un ideale sublimato che punta a valorizzare alcune funzioni sociali nell’ambito ristretto dell’intimità famigliare. Nello spazio domestico, che diventa il fulcro degli affetti, si esplicano i ruoli assegnati alle donne, quelli di moglie dalla specchiata moralità e di madre esemplare. Un’immagine certamente austera, forse un tantino triste. Eppure sarebbe errato racchiudere le donne dell’epoca in questa rappresentazione che proprio nell’Ottocento lentamente si sgretola per dar spazio a molteplici identità femminili. Non solo la moglie e la madre quindi, ma anche la lavoratrice, la suffragetta, la scrittrice, la viaggiatrice…

Questa lunga premessa è per dirvi che seguiremo queste donne in viaggio, viaggio metaforico attraverso il cambiamento e viaggio reale che ha condotto alcune di loro ad affrontare mondi nuovi con uno sguardo nuovo, non quello degli esploratori che in genere si soffermano sulle analisi politiche ed economiche, ignorando spesso totalmente la realtà della vita quotidiana. La donna offre del mondo che percorre una visione diversa e complementare poiché - scrive la grande viaggiatrice Dora d’Istria (1828-1888) - conosce meglio degli uomini tutto ciò che riguarda i costumi e la vita intima delle nazioni, soprattutto - aggiungiamo - perché ha accesso in quanto donna a luoghi generalmente preclusi agli uomini, come ad esempio gli harem della Turchia.

Grazie allo sviluppo dei trasporti, le donne cominciano a muoversi fuori dagli ambiti domestici, soprattutto dopo il 1850. Alcune per necessità, come le varie governanti che si spostano da una parte all’altra dell’Europa, altre per vaghezza e per diletto. In questo primo approccio seguiremo queste ultime. E ci soffermeremo in particolare sui viaggi in ambiti nel complesso ristretti, lungo quell’Italia che ha appena raggiunto la propria unità, o poco oltre i suoi confini.


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Grotta nel ghiacciaio dei Bossons in una cartolina d'epoca

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Gennaio-Marzo 2010 (Numero 15)

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