
La baia in questione, sita sulla costa occidentale del Peloponneso, era un’ampia insenatura chiusa ad ovest dall’isola di Sfacteria. L’accesso alla baia dal lato nord dell’isola era impraticabile a causa dei bassi fondali, mentre quello a sud era ben guardato dal forte di Navarino, il cosiddetto Neokastron, e da batterie costiere posizionate sia sulla terraferma sia su Sfacteria. Il luogo era carico di storia; Navarino altro non era che l’antica Pylos, la città del saggio ed anziano Re Nestore eroe della guerra di Troia, mentre a Sfacteria, nel 425 a.C., gli ateniesi guidati da Cleone avevano inflitto agli spartani una cocente sconfitta costringendo, prima ed unica volta nella storia, un gruppo di Spartiati alla resa.
La flotta islamica a Navarino, comandata dall’Ammiraglio turco Tahir Pascià e dal Vice-Ammiraglio egiziano Moharram Bey, era apparentemente poderosa, forte di 3 navi da battaglia, 13 fregate, 19 corvette e 7 brigantini turchi, cui si aggiungevano 4 fregate, 11 corvette e 21 brigantini egiziani. Il vantaggio numerico era di fatto ininfluente in quanto, a parte le navi egiziane i cui equipaggi erano addestrati da ufficiali francesi, l’armamento e l’addestramento degli ottomani erano enormemente inferiori rispetto a quelli degli avversari europei.
Il 20 ottobre alle ore 14.00 precise, la nave ammiraglia britannica
Asia entrò nel canale di accesso alla baia di Navarino. Le navi alleate erano disposte su due linee, con gli inglesi in testa, i francesi affiancati a destra e a sinistra in posizione più arretrata dai russi. Alle 14.10, mentre le navi transitavano nel canale, si udì un distinto colpo di cannone provenire dal Neokastron, colpo che fu ritenuto dagli europei un segnale di saluto da parte dei turchi. L’
Asia gettò l’ancora nella baia alle 14.25.
Le navi islamiche erano disposte a mezzaluna quasi a voler circondare la squadra europea ma Codrington, che confidava nella buona fede dei turchi, non si preoccupò del minaccioso schieramento e ordinò ad una banda di salire sul ponte dell’
Asia a suonare, così da dimostrare le sue intenzioni pacifiche. Gli europei intanto si stavano schierando con la squadra inglese al centro, i francesi all’ala destra e, all’estrema destra, la fregata britannica
Dartmouth insieme ad alcune piccole navi, con il compito di sorvegliare i cinque brulotti turchi, le terribili navi incendiarie temutissime da tutti i marinai. All’ala sinistra avrebbero dovuto schierarsi i russi ma, a causa del mare piatto, avevano perso terreno e si trovavano ancora nel canale.
Immagine nella pagina: I. Aivazovsky, Battle of Navarino, 1846 (particolare)