I Cannoni di Navarino ...ovvero, come il caso diede l’indipendenza alla Grecia

di Andrea Olmo

Navarino 4 (Miniatura 219x108 px)Alle 14.45 il Capitano Thomas Fellowes, comandante della

Dartmouth, si avvide che alcuni marinai turchi stavano armeggiando con un brulotto: inviò allora un palischermo (tipo di piccola imbarcazione) ad investigare. Per tutta risposta, gli islamici aprirono un fitto fuoco di fucileria sull’imbarcazione inglese, uccidendo il Tenente Fitzroy. Fellowes ordinò di aprire il fuoco sui turchi appoggiato dall’ammiraglia francese, la fregata Siréne, che a sua volta fu attaccata da una corvetta turca. Erano le 14.50 e come una reazione a catena si scatenò qualcosa che di una battaglia non aveva neanche la parvenza, somigliando più ad un completo caos!
Fu subito coinvolta nello scontro la nave da battaglia francese Scipion del Capitano Millius che, entrata nella baia a seguito della Sirène, fu bersagliata da diverse fregate egiziane e, colpita da un brulotto, si incendiò. Accorse a salvarla la nave da battaglia francese Trident, comandata dal Capitano Maurice, che con l’aiuto della Dartmouth e dello schooner francese Daphne, riuscì a rimorchiare il brulotto e ad allontanarlo dalla Scipion.

La Siréne, invece, ingaggiò un duro duello con la fregata egiziana Ihsanya, facendola saltare in aria, ma perdendo l’albero di mezzana nell’esplosione. Quindi Siréne, Scipion e Trident bombardarono le batterie costiere sulla terraferma e quelle del Neokastron, mettendole a tacere.
Il Capitano francese De La Bretonnière intanto decise di spostare la sua nave da battaglia, la Breslau, verso il centro dello schieramento in appoggio alle navi britanniche. Mai mossa fu più indovinata: la nave da battaglia inglese Albion del Capitano Ommanney, infatti, dopo aver affondato una fregata nemica, si era trovata sotto il fuoco di tutte e tre le navi da battaglia turche e solo l’intervento della Breslau ne impedì l’annientamento. Nell’azione la nave francese affondò l’ammiraglia turca Ghiuh Rewan quindi, nel seguito della battaglia, distrusse almeno 4 fregate avversarie.

Anche la Asia si trovò presto sotto il fuoco ingaggiando e vincendo un duello con la nave da battaglia Fahti Bahri, che colò a picco alle 15.15 circa. Codrington decise di inviare alla ammiraglia egiziana, la fregata Guerriére, un parlamentare, il timoniere greco Petros Mikaelis, nel tentativo di far cessare lo scontro, ma Moharram Bey, comandante egiziano, rispose uccidendo Mikaelis e aprendo il fuoco sulla Asia. Nel giro di 20 minuti anche la Guerrière venne annientata sotto il tiro congiunto della Asia e della ammiraglia russa, la nave da battaglia Azov. La Asia patì danni consistenti nello scontro subendo anche colpi di fuoco amico dalla nave da battaglia inglese Genoa, del Capitano Bathurst.
Intanto anche i russi, seppur in ritardo, erano giunti nella baia e si trovarono da subito coinvolti in un duro combattimento. La Azov, dopo aver portato aiuto alla Asia, riuscì ad affondare 3 fregate e 1 corvetta nemiche, incassando la bellezza di 153 colpi, mentre il resto della squadra zarista annientò le batterie costiere di Sfacteria, con l’appoggio delle fregate inglesi Cambrian, comandata del Capitano Hamilton, e Glasgow.


Immagine nella pagina:
I. Aivazovsky, Battle of Navarino, 1846 (particolare)

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