L’uomo è ospitato in una casa del paese. È un maniscalco che gira per le campagne in cerca di lavoro. Porta con sé pochi attrezzi e qualche libro. E - sentenzia Violette -
un uomo che legge non può che essere una brava persona. Compito di Violette è portargli la cena ogni giorno e pian piano i rapporti fra loro diventano meno impacciati fino a quando
una sera, mentre il sole sta per sparire all’orizzonte, il frutto abbandona il ramo. All’alba, quando giunge il momento di tornarsene a casa, Violette sa che deve parlargli del giuramento, senza tergiversare. L’uomo ascolta in silenzio e, senza esitare, dice:
Farò questo lavoro perché è un lavoro da uomo e qui non vedo altri uomini.

Passano un paio di anni. Violette ha due bambini, le sue amiche Jane, Marie, Rose e Magdeleine uno ognuna. La vita scorre tranquilla nel paesino provenzale che ha trovato una soluzione accettabile contro la violenza subita. Una sera, mentre tornano dai campi, vedono due uomini sulla piazza del paese. Se ne stupiscono in un primo momento poiché si erano dimenticate completamente che ne esistessero altri. Tuttavia questo è il segnale che la normalità sta per tornare, che il paese è sul punto di uscire da
un tempo fuori dal tempo. Dopo i primi due ne arrivano altri.
Sono forse gli esiliati che tornano dall’Algeria, il testo non lo specifica. Arrivano anche alcune donne con i loro bambini e la ferita pian piano si chiude così bene che questa tragica repressione è rimossa totalmente dalla memoria collettiva francese. Non compare né nei libri scolastici né nei racconti orali che si tramandano da una generazione all’altra. Soltanto ora, grazie a questo libretto e alla perseveranza di alcuni storici provenzali oltre che dei cittadini di quelle zone uniti in un’associazione, questo episodio tragico torna alla memoria dalla zona d’ombra in cui era sepolto e in qualche modo dà un altro spessore al Secondo Impero.
E Jean, il fortunato maniscalco? Vi chiederete che fine avrà fatto. Dopo aver preso coscienza che gli uomini arrivati sulla piazza del paese si sarebbero fermati per sempre, Jean prepara la sua borsa.
Domani riprendo la mia strada, dice semplicemente.
Violette sa che
è il suo dovere, il suo diritto, la sua libertà, il suo cammino.
Sa anche che il tempo delle lacrime verrà dopo, quando lui sarà partito.