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Incursioni temporaliL'Oratorio di San Rocco nella storia e nell'arte

di Silva Stagni

Oratorio di San Rocco (Miniatura 219x187 px)L’Oratorio è collocato al piano superiore della Chiesa di San Rocco, in via Calari 4/2 al termine di Via del Pratello.

La Chiesa sorse agli inizi del XVI secolo a ridosso delle mura cittadine, per onorare un’immagine miracolosa della Madonna con il Bambino (ora scomparsa) detta della Misericordia e dipinta in segno di pace e di pietà popolare sulla porta del Pratello, chiusa secondo la tradizione dopo la fuga di molti dei congiurati che il 24 giugno 1445, guidati da Francesco Ghisilieri, uccisero Annibale Bentivoglio.

L’episodio, uno dei tanti che insanguinarono Bologna durante il XV secolo, periodo di feroci lotte per il predominio politico sulla città, pur se storicamente accertato non è presumibilmente la vera causa della chiusura della porta, eliminata secondo fonti attendibili piuttosto per ragioni di difesa, per ridurre il numero degli accessi vulnerabili.

All’inizio del XVI secolo un gruppo di devoti alla Vergine del Pratello si associò costituendo la Confraternita di San Rocco, che venne autorizzata a raccogliere fondi per costruire una propria chiesetta. È però solo negli ultimi decenni del Cinquecento che abbiamo notizia della presenza di un oratorio al primo piano della Chiesa.

Si trattava probabilmente di una sistemazione provvisoria, poiché sappiamo che la struttura ufficiale fu progettata intorno al 1616 da Floriano Ambrosini, lo stesso architetto che di lì a poco avrebbe costruito l’Oratorio di S. Maria della Vita. La paternità artistica comune è un elemento che concorre alle analogie fra i due edifici di cui si dirà più avanti. Anche la Chiesa apparteneva alla Confraternita ma assolveva funzioni diverse rispetto all’Oratorio. Infatti la prima era regolarmente aperta al culto ed all’uso dei fedeli e del ramo femminile mentre il secondo serviva ai raduni della Compagnia maschile di Santa Maria e San Rocco. Quest’ultima denominazione, attestata dal 1516, è il risultato di vari contrasti sorti con la Confraternita dei Santi Sebastiano e Rocco di via San Vitale.

I problemi erano sorti particolarmente durante la raccolta delle elemosine in città, alquanto fruttuosa, in quanto San Rocco (santo francese di Montpellier vissuto tra i secoli XIII e XIV) era molto venerato perché ritenuto protettore dalla temutissima peste e poiché aveva lungamente vissuto in Italia operando guarigioni miracolose. (L’omonima chiesa di Venezia ne custodiva con grande onore le reliquie dal 1485).

Non stupisce perciò che la Compagnia di San Vitale, tra l’altro alquanto potente, non gradisse il dover condividere la dedicazione di San Rocco. La Confraternita del Pratello, laica, si proponeva un triplice scopo: l’edificazione personale, l’aiuto reciproco ed il sostegno ai bisognosi (come da Statuto).


Immagine nella pagina:
Interno dell'Oratorio di San Rocco, Bologna

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Ottobre-Dicembre 2010 (Numero 17)

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