Incursioni temporaliL'Oratorio di San Rocco nella storia e nell'arte

di Silva Stagni

La struttura organizzativa prevedeva un Padre spirituale che guidava nell’Oratorio le celebrazioni festive, ed un Priore eletto dai confratelli, autorità temporanea cui si doveva obbedienza da parte di tutti gli adepti. La Confraternita di San Rocco inoltre rientrava in una struttura più ampia: il gruppo di trentatré confraternite di Battuti (o Disciplinati) presenti a Bologna nel Cinquecento.

Flagellazione (Miniatura 499x654 px)La pratica penitenziale della Flagellazione (o Disciplina), molto presente nell’Italia centrale (particolarmente in Umbria), si era diffusa a Bologna sin dal 1260 quando, su ispirazione del Beato Raniero Fasani, giunse in città da Imola una processione di Flagellanti, che trovò numerosi seguaci in una società come quella bolognese dell’epoca profondamente cristiana e lacerata da lotte di fazione che facevano anelare alla pace.

All’universo fideistico-laicale dei Battuti apparteneva anche un’altra Confraternita famosa, quella di Santa Maria della Vita, che diede origine all’omonimo ospedale. Il parallelo è opportuno soprattutto perché lo specifico oratorio secentesco (via Clavature 5), opera come già detto del medesimo architetto, presenta ovvie somiglianze simbolico-architettoniche con quello di San Rocco.

Analoga è innanzitutto la collocazione al primo piano. Inoltre anche le decorazioni delle pareti presentano forti analogie a modo di primo gradino nel cammino alla santità; vicino, ben visibile ed imitabile, si trova la storia edificante della vita dei protettori (San Rocco e Raniero Fasani), sul soffitto la garanzia del Paradiso e della protezione celeste (in via del Pratello i Protettori di Bologna, i Dottori della Chiesa Occidentale, le Virtù e in Santa Maria della Vita scene della Vergine nei Cieli). Comune è anche la navata rettangolare con presbiterio introdotto da un’arcata serliana; simile nel complesso la decorazione sfarzosa, in questo caso affidata agli affreschi. Ritornando alla pratica ascetica della flagellazione, va precisato che ne conosciamo da fonti specifiche il rituale: si svolgeva in Oratorio a luce spenta, cantando salmi penitenziali, le laudi, e negli Statuti ne era consigliata la pratica il venerdì in memoria della Passione. A partire dalla metà del XVIII secolo, la pratica penitenziale venne progressivamente sostituita dalla recita di preghiere.


Immagine nella pagina:
Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, Flagellazione di Cristo, Palazzo Barberini, Roma

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Ottobre-Dicembre 2010 (Numero 17)

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