Incursioni temporaliL'Oratorio di San Rocco nella storia e nell'arte

di Silva Stagni

Come tutte le Confraternite laiche anche quella di San Rocco aveva una propria veste distintiva, che peraltro mutò nel tempo: all’inizio consisteva in una cappa bianca con un’immaginetta di San Rocco in forma rotonda, poi dal XVIII secolo, essendo stata la compagnia bolognese da molto tempo (1580) aggregata alla Confraternita dei Santi Rocco e Martino di Roma, ne ottenne la veste (azzurra con una mantellina nera con lo stemmino di San Rocco, costituito dal bordone, lungo bastone da pellegrino, e dalle iniziali S R ai due lati).

Chiesa di San Rocco (Miniatura 300x550 px)Una data particolare nella storia della Confraternita è il 1605, anno nel quale venne effettuato un pellegrinaggio alle reliquie del Santo custodite a Venezia. L’evento comportò problemi finanziari, particolarmente in relazione ai doni da scambiare con la facoltosa compagnia veneziana di San Rocco. Si fece ricorso alla beneficenza con un pregevole risultato: Ludovico Carracci dipinse un pallione con l’immagine del protettore. Il disegno su carta, copiato poi su seta da un allievo del maestro, il Galanino (Baldassarre Aloisi 1577–1638) è ora conservato presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna. Nella memoria storica della confraternita il pellegrinaggio a Venezia rimase un evento straordinario, sublime quasi, mentre un appuntamento consuetudinario nella sua preordinata ritualità, era l’annuale processione del Voto, che si svolgeva nella seconda domenica dopo Pasqua. La celebrazione liturgica riguardava una statua lignea della Vergine con il Bambino, conservata nell’Oratorio della Beata Vergine del Soccorso nel Borgo di San Pietro. Ad essa si erano rivolti i confratelli in occasione della peste del 1527 e ne erano stati miracolati. Da qui il Voto per cui la suddetta immagine veniva solennemente portata in processione fino all’Oratorio di San Rocco.

Tale cerimonia liturgica venne interrotta con la soppressione della Compagnia ma recentemente è stata ripristinata dal Rettore della Chiesa, pur se in forma ridotta. La soppressione della Compagnia del Pratello cui sopra si accennava si verificò, e fu destino di tutte le Confraternite, il 25 luglio 1798 per decisione napoleonica (laicismo rivoluzionario). I non pingui beni vennero alienati, la Chiesa trasformata in camera mortuaria, l’Oratorio lasciato in abbandono.

Nel 1827 venne ripristinata la sacralità del complesso e si diede avvio a restauri (prima campagna). Nel corso del 2° conflitto mondiale (1944) l’edificio sacro subì un pesante bombardamento che lo ridusse in grave stato di degrado, onde fino al 1975 la destinazione prima a garage per automezzi funebri e poi a magazzino comunale. Nel 1951 venne restaurato l’Oratorio: si ricostruirono le scale, si restaurarono soffitto e presbiterio. Nel 1996 è stata attuata una seconda campagna di restauri.

Dal 1980 la Chiesa e l’Oratorio sono di proprietà della vicina Chiesa di Santa Maria e San Valentino della Grada. Attualmente la chiesa viene aperta solo in occasione della festa di San Rocco ed in particolari festività Mariane, mentre l’Oratorio è attiva sede del Circolo lirico bolognese.


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Oratorio di San Rocco, Bologna

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Ottobre-Dicembre 2010 (Numero 17)

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