Soldati a cavallo

Il Raid di Grierson del 1863

di Andrea Olmo

Raggiunta Union Church, i nordisti si scontrarono con l’avanguardia della cavalleria sudista del Colonnello Wirt Adams. Quest’ultimo, resosi conto di essere in inferiorità numerica rispetto al nemico, decise di non attaccare ma di tendere un’imboscata nei pressi di Lafayette. Grazie ai suoi scout, Grierson apprese del piano di Adams e venne inoltre a sapere che Grant non aveva ancora iniziato le operazioni di sbarco. Decise allora di puntare a sud, verso l’unica via di fuga ancora possibile: New Orleans da due anni occupata dalla marina unionista. Prima tentò un’ulteriore manovra per sviare il nemico. Fece in modo che un prigioniero sudista riuscisse per caso a udirlo mentre riferiva ai suoi ufficiali di voler continuare a dirigersi ad ovest. Il prigioniero fu quindi lasciato fuggire in modo che avvisasse Adams dell’arrivo di Grierson. Per tutta la mattina del 29 aprile Adams attese invano i nordisti prima di capire di essere stato giocato!

Assedio di Vicksburg (Miniatura 438x297 px)Grierson intanto, nella notte tra il 29 e il 30, dopo una marcia forzata di oltre 40 chilometri, superò la città di Summit puntando a sud verso i fiumi Tickfaw e Amite. Il cerchio si stava ormai chiudendo. I ponti sui due fiumi erano presidiati dagli uomini di Gardner, Adams si era rimesso in marcia e altre truppe sudiste, al comando il Colonnello Richardson, erano giunte a Summit solo poche ore dopo Grierson. A un ponte sul Tickfaw, i nordisti furono bloccati da un nutrito gruppo di nemici e, solo dopo un duro combattimento, ebbero ragione dei sudisti e riuscirono a passare il fiume. Quindi, dopo un ulteriore scontro sul fiume Amite, Grierson, grazie a un’abile manovra, si infiltrò tra Adams e Richardson che stavano per accerchiarlo e sfondò con una carica disperata le posizioni confederate sul fiume Comite, ultimo ostacolo sulla via di New Orleans.

Nella tarda mattinata del 2 maggio, una stupefatta sentinella nordista a Baton Rouge si vide avvicinare da un cavalleggero sporco, lacero e stanco che affermava di essere un ufficiale unionista agli ordini del Colonnello Benjamin Grierson. Dopo aver cavalcato per 16 giorni in territorio nemico, e dopo una marcia ininterrotta di 76 miglia durata ben 32 ore, finalmente gli incursori nordisti avevano raggiunto la sospirata salvezza! Inutile dire che l’attacco di Grant a Vicksburg ebbe pieno successo grazie anche all’impresa di Grierson che continuò con onore il suo servizio effettuando un ulteriore riuscitissimo raid nel 1864. Terminata la guerra civile fu incaricato di costituire un nuovo reggimento di cavalleria, il 10°, formato da soldati di colore che sotto la sua guida divenne una delle migliori unità dell’Esercito americano. Grierson rimase al comando del 10° per tutto il resto della sua carriera e fu promosso Generale nel 1890, pochi mesi prima della pensione.

Un’ultima curiosità: ormai anziano Grierson confidò a un giornalista che da bambino era stato colpito dal calcio di un cavallo imbizzarrito. L’episodio, oltre a lasciargli un’ampia cicatrice sul viso, gli aveva generato un tremendo terrore per i cavalli! Invero curioso per colui che sarebbe diventato uno dei migliori ufficiali di cavalleria della storia americana!


Immagine nella pagina:
Il generale Grant sul campo di battaglia di Vicksburg

Fine.
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Ottobre-Dicembre 2010 (Numero 17)

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