ART. 2
L’incremento delle Belle Arti associate al divertimento, è lo scopo che si prefigge il Circolo Artistico, e procurerà di conseguire l’intento coll’unire a quotidiano convegno i soci, con Scuole ed Esposizioni di Belle Arti, possibilmente permanenti, Accademie Musicali, Conferenze Letterarie, Biblioteca Artistica e dilettevole, e tutto ciò infine che può migliorare la condizione degli artisti tutti; per quanto i suoi mezzi lo permetteranno.
ART. 3
I Balli e i giochi di puro diletto fanno parte dei divertimenti della Società.
ART. 4
La Società si terrà estranea a qualsiasi manifestazione di carattere politico.
La nascita del Circolo Artistico fu uno dei primi segni di trasformazione culturale che investì la città di Bologna dopo il decennio degli anni settanta considerato fra i periodi di minor slancio. Intorno al Circolo ruotavano importanti artisti del tempo, dai pittori più “vecchi”, fra cui Luigi Busi e Tito Azzolini, ai giovanissimi, Augusto Sezanne e Alessandro Scorzoni, ai compositori musicali quali Alfredo Bonora e Luigi Salina, agli scrittori come Guerrini, Panzacchi e Carducci. La voglia di cambiamento e di slancio si cominciò ad avvertire ed è interessante che le forze si unissero per affermare e testimoniare in città tale cambiamento anche in ambiente artistico.
Proseguendo la giocosa cronaca che alterna precise informazioni sulle decorazioni delle sale affrescate per l’occasione in maniera originale da noti artisti del tempo, ad annotazioni maliziose sulle signore presenti al Ballo e sulle loro toilette, si entra nella …sala da ballo. Se le meraviglie del nostro viaggio potessero contarsi, direi che questa è propriamente l’ottava. Ma venga avanti sgusciando fra le coppie dei ballerini ed ammiri prima di tutto l’elegantissimo soffitto, opera egregia diretta dal prof. Raffaele Faccioli ed eseguita dal signor Corazza.
Immagine nella pagina:
Circolo Artistico, Bologna. Ritratti eseguiti da R. Faccioli degli artisti più noti nella parete del salottino di Palazzo Cataldi, 1882, Foto Poppi, Fondo Belluzzi, Museo civico del Risorgimento, Bologna