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Il diario delle violette. Piccolo racconto di fine Ottocento

di Pierpaolo Franzoni

05_violette01E’ l’unica cosa che rimane di Maria Luigia, della sua vita nascosta: un quadernetto di finta pelle, un poco screpolato ai bordi, con la scritta Diario circondata da stelle e lune d’argento.
Come tante altre cose, fotografie e lettere, lo conservo gelosamente, attento che le violette seccate fra le sue pagine non si sbriciolino per sempre.
E’ un diario di addii; sono le frasi, e a volte i disegni, che le ragazze come lei, Maria Luigia, rinchiuse alla fine dell’Ottocento nel Conservatorio per le Fanciulle del Baraccano, lasciavano sul diario dell’amica che rimaneva, a ricordo di sé. Disegni di fiori e tramonti, qualche poesia in lingua francese, o motti morali:

La belle femme plaît aux yeux, la bonne femme plaît au coeur. L'une c'est un bijou, l'autre c'est un trésor.
Frasi a volte semplici: Per sempre ricordati di me; a volte un po’ pompose: A imperitura memoria della tua sempre fedele amica…; a volte piene di nostalgia: Ricordati dei bei giorni passati insieme
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