La storia più conosciuta del castello risale al diciassettesimo secolo, quando era ancora di proprietà dei Campbell. Coll Macdonnell il mancino saccheggiava la contea di Campbell, con il pretesto delle Guerre per la Convenzione.
La leggenda narra comunque che egli avesse un conto personale da saldare, essendo figlio di una Campbell, sposatasi senza l'approvazione paterna e pertanto privata della dote di nozze; Coll venne a prendersi la sua parte con la forza qualche anno dopo.
Avendo saccheggiato le terre di Argyll con la sua banda di predatori irlandesi, Coll diresse i propri sforzi su Duntrune Castle e mandò in avanscoperta il suo piper personale, per tastare il terreno. Il vagabondo solitario con la sua cornamusa fu ben accolto ed in cambio intrattenne gli inquilini del castello con la sua dolce musica. Dopo un paio di giorni cominciò però a mostrare un insolito interesse per le difese del castello ed a causa dei sospetti che destò fu imprigionato nella torretta.
Disperato, sapeva di dover in qualche modo avvertire il suo capo che non avrebbe avuto successo nel cercare di conquistare il castello, la cui più forte difesa era rappresentata dalla via di accesso, una stretta scala a chiocciola che poteva consentire la salita solo ad una persona per volta. Ma tutto quello che aveva era la sua cornamusa.
L’ispirazione venne, e cominciò a suonare un pibroch (variazione per cornamusa su temi marziali) conosciuto come The Piper’s Warning to his Master.
Coll comprese il messaggio e si ritirò.
Ma il piper pagò un caro prezzo per la sua lealtà: le sue mani furono tagliate e morì dissanguato.
Molti anni dopo, durante dei lavori di restauro, furono trovati gli scheletri di due mani sotto il piano delle cucine, ma il fantasma del piper non smette ancora di abitare il castello e suonare le sue melodie.
Immagine nella pagina:
Piper, Scozia