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Il salotto di Nonna SperanzaIl galateo nella vita quotidiana e nelle cerimonie civili e religiose

di Marinette Pendola

Gli ospiti. Se i padroni di casa affrontano mille obblighi per il piacere dei loro invitati, questi ultimi hanno il dovere di facilitare loro il compito e dimostrare di divertirsi. Di fronte a qualsiasi contrarietà, caldo eccessivo, mortificazione dell’amor proprio, vestiti macchiati, pizzi strappati, devono sopportare tutto stoicamente con il sorriso sulle labbra.

Le giovani signore e le fanciulle che non danzano devono accettare questo fatto con filosofia, e divertirsi chiacchierando allegramente fra loro. La molteplicità degli inviti è spesso il risultato del numero dei danzatori che si conoscono e degli obblighi che il galateo impone. Se si riflettesse su tutte le considerazioni che obbligano i cavalieri a invitare, ci si vanterebbe meno di un successo dovuto alla posizione sociale che si occupa, al fatto di essere imparentata con un certo personaggio, oppure di essere provvista di una dote che attira più di un pretendente.

Se il cavaliere che si presenta è poco attraente, una dama ben educata lo accoglie con grazia. Si preoccupa meno degli aspetti ridicoli di quella persona che di apparire gradevole.


Altre usanze
(non meno importanti). In genere, una giovane signora non può venire al ballo in assenza del marito, a meno che non abbia un’amica – scortata da un marito – che voglia accompagnarla.

Le fanciulle entrano al ballo dietro la madre, al braccio del padre o del fratello. Se mancano parenti maschi così stretti, seguono da sole o camminano accanto alla madre che dà il braccio al padrone di casa. Si siedono davanti o accanto a lei e se ne allontanano solo per danzare. Accanto alla madre o allo stesso tavolo si siedono per la cena. Mantengono lo stesso atteggiamento con le dame che fungono da chaperon. Una giovane, che un padre vedovo accompagna ad un ballo, si siede accanto a una signora anziana che le farà da chaperon per tutta la serata.

Una fanciulla o una giovane signora non può rifiutare, con il pretesto di essere stanca, un cavaliere che non le piace, senza mettersi nell’impossibilità di danzare per il resto della serata. Un cavaliere respinto potrebbe attaccar lite con il padre o con il fratello se la vedesse danzare con qualcun’altro.

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Gennaio-Marzo 2006 (Numero 3)

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