Dopo la prima mostra impressionista del 1874, cui non partecipa perché ritiene che la battaglia del movimento la si debba vincere prendendo d’assalto le strutture ufficiali, diviene evidente nella pittura di Manet l’adesione all’atmosfera luminosa del plein air (tra gli altri nell’olio Un angolo del giardino di Bellevue o nel celebre Le rondini, in cui sono ritratte due figure femminili sedute sull’erba, forse la madre e la sorella del pittore); la sua opera è particolarmente vicina a quella degli amici Claude Monet e Auguste Renoir. Una curiosità: quando Manet sentì per la prima volta il nome di Monet, si indignò, pensando che questi sfruttasse la somiglianza dei nomi per fare carriera e offuscare la sua immagine; in seguito però i due divennero amici.
Come per Degas, in Manet resta comunque qualcosa che lo differenzia dai vari gruppi degli impressionisti: una certa indifferenza per la pittura di paesaggio e una passione per la figura. A testimonianza di questo, la mostra contiene una vasta sezione di ritratti, tra cui L’autunno (ritratto di Méry Laurent) e Giovane donna con cappello rotondo.
In ogni caso egli sa cogliere, con straordinario talento, anche il succo della vita cittadina, riflettendo un suo mondo familiare, frivolo, in momenti di riposo, di gaiezza, mentre cerca il piacere o l’incontro.
Alla sua morte, avvenuta prematuramente nel maggio 1883, gli renderanno omaggio gli amici e i pittori di ogni tendenza. Era più grande di quanto noi pensassimo, afferma Degas.