E a questo punto arriviamo alla fatidica notte del 1827, quando la strada di Robert Knox, illustre docente di Anatomia, incrociò quelle di William Burke e William Hare, due immigrati irlandesi senza arte, né parte.
Facce torve, sguardi spietati, brutale e feroce Burke, viscido e strisciante Hare, questi due ambigui personaggi vivevano nelle zone più degradate della capitale scozzese, navigando nel crimine e nel malaffare. Hare era riuscito a diventare proprietario di una pensione a Tanner’s Close, poco più di una lurida topaia, sposando la vedova del vecchio proprietario, ed in quella pensione alloggiava anche Burke con la sua compagna Helen McDougal. Ma cosa mai potevano avere a che fare questi due delinquenti di mezza tacca, con il Prof. Knox?
Bisogna ricordare che, all’epoca, la legge britannica rendeva estremamente difficile procurarsi i cadaveri necessari allo studio dell’Anatomia e, per superare questi rigidi divieti, pressoché tutti gli anatomisti, Knox compreso, si procacciavano i materiali necessari grazie ai cosiddetti Body-Snatchers o Resurrectionists, degli uomini di malaffare che, nottetempo, rubavano i cadaveri dai cimiteri, per poi venderli alle Facoltà di Medicina ed alle Scuole di Anatomia.
La notte del 29 novembre 1827, per l’appunto, i due irlandesi intrapresero, quasi per caso, l’attività di Body-Snatchers: accadde, infatti, che un vecchio di nome Donald, ospite della pensione di Hare, passasse a miglior vita e l’irlandese, per recuperare quel po’ di affitto arretrato che il povero anziano gli doveva, decise di venderne le spoglie.
Aiutato da Burke, Hare si avviò col misero fagotto verso l’Università, intenzionato a vendere il cadavere alla Facoltà di Medicina. Non conoscendo la strada, i due furono costretti a chiedere informazioni ad un giovane passante: destino volle che questi fosse uno studente di Knox! Il passante, ovviamente, indirizzò gli improvvisati Resurrectionists al n. 10 di Surgeons’ Square, dove un assistente incaricato da Knox di trattare questo genere di affari, ritirò il pacco, pagando ben 7 sterline e 10 scellini ai due irlandesi, i quali, stupiti dalla facilità del guadagno, decisero sull’istante di darsi a quel genere di commercio. Dissotterrare cadaveri era, però, un lavoro faticoso e, tutto sommato, anche pericoloso: fu allora che a William Burke balenò improvvisa un’idea, una malsana, pessima idea….
Poche notti dopo, Hare invitò nella sua pensione un’anziana signora, tale Abigail Simpson, e, insieme a Burke, la fece ubriacare fino a stordirla; quindi Burke, di corporatura più possente e massiccia, le si stese sopra per impedirle di muoversi, mentre Hare le tappava naso e bocca con le mani. La poveretta morì soffocata senza, tra l’altro, che rimanessero tracce evidenti di violenza. La tecnica così concepita, che i due usarono per tutti i loro delitti, fu poi definita burking, in un discutibile omaggio a William Burke.