Nonostante il maltempo che sospingeva le imbarcazioni all’interno del porto canale, verso le 6,30 del mattino del 2 agosto la flottiglia riesce a prendere il largo.
A giudicare dai commenti di allora, la presenza di Garibaldi a Cesenatico non pare essere stata molto gradita (non dimentichiamo però che la cittadina a quel tempo faceva parte dello Stato Pontificio). Scrive infatti tal Cortesi: Ieri sera alle ore 10 per nostra disgrazia siamo stati visitati dalla colonna Garibaldi, e solo questa mattina alle 6 e 1/4 è partita, imbarcandosi in bragozzi da pesca, non avendo potuto aver luogo prima atteso che il mare era in burrasca. Li abitanti del paese non hanno sofferto verun danno, e così pure il comune, essendosi contentati di pane, riso e poca pasta... Ecco quanto è accaduto ieri sera e ripeto ringraziando Iddio che è andata così, che mi aspettavo di vedere qualche fatto, che ben voi sapete quale gente sono li Garibaldesi.
Gli austriaci si lanciano all’inseguimento della flottiglia garibaldina con alcune navi da guerra. Dopo diverse ore di cannoneggiamenti otto bragozzi vengono catturati dalle navi austriache, mentre altri due pescherecci si arenano nelle secche. Su uno di questi vi sono Garibaldi e Anita. Solo tre imbarcazioni riescono ad approdare tra Volano e Magnavacca.
Nonostante la disfatta (162 garibaldini vengono catturati in mare; 20 presso Ariano, tra i quali Don Stefano Ramorino e Angelo Brunetti, detto Ciceruacchio, con i suoi due figli, che verranno fucilati con altri il 10 agosto a Cà Tiepolo; 11 a Comacchio, tra i quali il prete Barnabita Ugo Bassi ed il capitano Livraghi. Anche costoro verranno fucilati, a Bologna, l’8 agosto) e la morte di lì a breve di Anita, Garibaldi riuscirà a sottrarsi agli austriaci ed a proseguire nelle imprese che porteranno all’Unità d’Italia.
Un piccolo riconoscimento va anche ai pescatori chioggiotti, loro malgrado.
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Bragozzo