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Grandi doni dall'Ottocento

di Marta Gellini

Ottocento… secolo di grande disuguaglianza sociale quello che con grande sforzo e piacere ricordiamo nella danza. La nostra attività, infatti, si richiama agli usi di una ristretta cerchia della popolazione delle città.
Era però un secolo in pieno fermento: continuavano a emergere i segni profondi lasciati nell’animo umano dalla rivoluzione francese da una parte e dalla rivoluzione industriale dall’altra.

Questo fu il terreno di coltura per grandi personaggi e importanti studi che avrebbero modificato radicalmente il concetto di uomo e quindi fornito le basi per una idea di democrazia diversa e più profonda (ahimè gli stessi studi che hanno fornito strumenti nuovi anche ai pubblicitari di tutto il mondo che li usano in modo utilitaristico: per loro tutti siamo compratori manipolabili).

I personaggi cui mi riferisco sono Charles Darwin (1809–1882), Sigmund Freud (1856–1939) e il più discusso, misconosciuto e male interpretato Carl Gustav Jung (1875–1961).

C. Darwin, dopo un viaggio intorno al mondo durato più di 5 anni sul Brigantino Beagle (sul quale era imbarcato come naturalista) ci regalò la scoperta di quel legame ininterrotto che collegò il regno umano al regno animale: la teoria della evoluzione della specie.

Su un altro piano, ma non così distante come sembra, incontriamo S. Freud e C. G. Jung. Forse per noi oggi non è così semplice capire l’importanza degli studi di S. Freud, visto che ormai per molti l’inconscio non è argomento completamente sconosciuto e diamo molte cose per acquisite e scontate.
Ultimamente mi sono trovata a leggere un romanzo ambientato a Vienna con Freud ancora giovane medico alla ricerca della sua strada. Leggere i dialoghi, che, nella finzione, non prevedono le conoscenze che sarebbero venute poi, mi ha veramente fatto sentire fortunata perché la sua teoria dell’inconscio ci ha dato l’opportunità di sentirci più completi oltreché naturalmente fornire una possibilità di cura, rivoluzionaria per quei tempi per molte persone ritenute ammalate e incurabili fino ad allora.

Ricordo quanto rimasi colpita molti anni fa dalla lettura, anche molto divertente devo dire, di Psicopatologia della vita quotidiana, ormai un documento classico e universalmente noto. In esso Freud descrive una delle originali strade per conoscere alcune dinamiche dell’inconscio citando e interpretando molti lapsus e dimenticanze o sbadataggini.


Immagine nella pagina:
Charles Darwin

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Ottobre-Dicembre 2007 (Numero 8)

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