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Sotto-sotto

di Andrea Trentini

L’episodio di Pinocchio che viene ingoiato dal pescecane è particolarmente carico di significati. Intanto il semplice monito di non mettersi troppo nei guai altrimenti si rischia di finire male, consiglio valido in tutte le epoche compresa la fine dell’Ottocento. Si può notare poi che il pescecane, come la balena e in genere i grossi animali acquatici, erano ritenuti nell’antichità animali infernali. A tal proposito si può ammirare un esplicito bassorilievo sulla facciata della cattedrale di Ferrara dove sono raffigurati degli esseri demoniaci che buttano i dannati nelle fauci di un grosso pesce. Possiamo ricordare l’Antico Testamento dove il Signore dispose che un grosso pesce inghiottisse Giona che si era sottratto alla Sua volontà, e Giona restò nel ventre del pesce tre giorni e tre notti finché in seguito al suo pentimento esso rigettò Giona sull’asciutto (Giona, 2,1). E possiamo aggiungere che Gesù, nella preghiera del Credo, discese all’inferno prima di ritrovare il Padre. Nella dualità che caratterizza l’esistenza materiale possiamo vedere la grande umiliazione che precede la grande esaltazione.

Balena (Miniatura 219x72 px)

Il colpo di scena finale dove il burattino diventa un bambino in carne ed ossa, oltre al giusto lieto fine che tiene accesa la speranza e al concetto che la bontà premia, ci induce a più importanti riflessioni. Possiamo scorgere una rinascita in una dimensione spirituale dove un nuovo corpo di luce prende il posto del logoro corpo materiale. La resurrezione dai morti, si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale (Prima lettera di Paolo ai Corinzi, 15,44). Ma ancora più sotto-sotto troviamo la sublimazione del processo alchemico che si propone di trasformare i metalli vili in oro e che è solo la parte fisica di un processo interiore, di un percorso per trasformare la coscienza addormentata in coscienza sveglia, libera, addirittura cosmica. Il ponte fra la materia e lo spirito. Ma potremmo scavare anche di più e quindi sconfinare nella dimensione esoterica. Ma la parte esoterica, dal significato stesso della parola, è nascosta. La dobbiamo, se vogliamo, scoprire da soli partendo dallo stato fisico giù dentro noi stessi. L’importante è aver trovato la botola, la porta d’accesso di un percorso dove ognuno parte da un livello diverso sulla scala dell’essere determinato dalle nostre esperienze.

Forse ho esagerato, sono partito da un libro per ragazzi e sono finito nei mondi sottili dell’essere. È meglio che ritorni con i piedi per terra a recuperare la mia parte di fanciullo, di vulnerabilità e di stupore per il nuovo per poi elaborarlo nella fucina dell’esperienza.


Immagine nella pagina:
La balena.

Fine.
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Ottobre-Dicembre 2009 (Numero 14)

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