Le ragazze portavano capelli acconciati che dovevano ricadere sulle spalle il più naturalmente possibile, il che doveva dare loro un’aria pura e virginale. Così era di moda intorno al 1840 e questa acconciatura prendeva il nome di Barley Curls o Sugar Curls (curls = riccioli). In fondo ricordiamo che i riccioli, fino ad allora, erano stati appannaggio dei bambini e quindi l’associazione alla dolcezza e alla purezza era certamente naturale.
Un problema poteva essere rappresentato dai boccoli, perché non tutti nascono con questa ricchezza, così vennero studiate e messe a punto tecniche diverse, anzi la rivista americana che aveva anche un’uscita speciale in Inghilterra, Harper’s Bazaar, ogni mese dava consigli e suggerimenti per acconciarsi al meglio e secondo la moda. C’è chi si faceva trecce strettissime per tenere i capelli in piega o chi utilizzava i famosi diavolini, che non erano altro che strisce di stoffa sulle quali venivano arrotolate le ciocche di capelli, come si fa ora con i bigodini, e dopo la posa notturna ecco che al mattino le ragazze potevano sfoggiare deliziosi riccioli.
È proprio a seguito di questa necessità che nel 1872 fu inventato il ferro per arricciarsi i capelli, che funzionava proprio come quello che ancora oggi usiamo: in sostanza i boccoli si formano tenendo le ciocche attorcigliate su di un cilindro di ferro riscaldato.
Proseguendo nella storia, i folti boccoli cadenti sulle spalle furono ridotti mano a mano fino ad arrivare nuovamente a due soli ricci e anzi, verso il 1880, anche le giovani finalmente poterono trattenere i loro capelli senza lasciarli nemmeno in parte ricadere sul collo o sulle spalle ed evitando almeno in questo la divisione tra signorine, signore… e zitelle.
Immagini nella pagina:
Figurino di epoca Vittoriana
Pettinatura ispirata alla fregata Belle Poule
Con il patrocinio del Comune di Bologna