Login

Iscriviti a Jourdeló

Lo Squadrone Bianco

Il miracolo di Agordat 1893

di Andrea Olmo

Noi italiani non conserviamo certo un bel ricordo delle nostre campagne coloniali: la tragica sconfitta di Adua del 1896 è assurta a simbolo di un’avventura coloniale mal organizzata, stracciona, votata alla conquista di inutili scatoloni di sabbia, condotta da un esercito mal armato e peggio comandato, e destinato ad essere perennemente battuto da dei selvaggi armati di zagaglie.
Al massimo si ricordano gli eroici sacrifici del Maggiore De Cristoforis a Dogali o del Maggiore Toselli all’Amba Alagi; sacrifici eroici si, ma comunque sconfitte anche quelle.

Eppure nella storia delle nostre vicende coloniali si annoverano anche vittorie e neanche poche e soprattutto conseguite contro fior fiore di nemici.

Muhammad_Ahmad_al-Mahdi (Miniatura 218x280 px)Ma procediamo con ordine. Nel 1883, dalle sabbie del deserto del Sudan, comparve un santone islamico, tale Mohamed Ahmed detto il Mahdi (la Guida), che iniziò a predicare la Jihad contro gli infedeli. Mohamed era una figura abbastanza tipica di leader musulmano come tanti se ne sono visti o se ne vedono anche oggi, una specie di incrocio tra un santo ed un boss mafioso.

Dotato di indubbio carisma, ben presto il Mahdi riuscì a radunare sotto le sue bandiere un immenso e variegato esercito. Accorsero a sostenerlo tribù sudanesi e disertori egiziani, imam e mercenari e, soprattutto, gli onnipotenti mercanti di schiavi del Sudan, tra i quali spiccava il più feroce e sanguinario di tutti, il turco Osman Digna, che non tardò a divenire il suo braccio destro. Sotto l’abile guida del Mahdi e di Digna, questa congerie di elementi così diversi, non molto differente dalle disordinate orde barbariche che imperversavano per l’Africa dell’epoca, si trasformò rapidamente in un formidabile strumento di guerra. In poco tempo i seguaci del Mahdi, i cosiddetti dervisci o ansar, travolsero uno dopo l’altro i presidi egiziani in Sudan massacrandone brutalmente le guarnigioni e annientarono tutte le spedizioni militari di soccorso. L’inevitabile intervento britannico, volto a ristabilire il predominio dello Union Jack sulla regione, costò agli inglesi una cocente sconfitta: l’uccisione, nel 1886, del Generale Gordon a Khartoum e il fallimento del tentativo di salvataggio compiuto da Sir Garnet Wolseley, forse il miglior comandante militare britannico dell’epoca, furono il suggello di una terribile umiliazione per le armi inglesi.
Morto il Mahdi pochi mesi dopo la presa di Khartoum, gli successe il Khalifa Abdullah che, sempre con il sostegno e il consiglio del malvagio Digna, si dedicò ad allargare il dominio integralista islamico sudanese.


Immagine nella pagina:
Muhammad Ahmad al-Mahdi
Pagina:
Precedente 1 | 2 | 3 | 4 | 5 Successiva

Maggio 2013 (Numero 22)

Comune di BolognaCon il patrocinio del Comune di Bologna
Orologio da taschino del 1848, offerto dai bolognesi a Ugo Bassi
© 2005 - 2021 Jourdelo.it - Rivista storico culturale di 8cento
Registrazione Tribunale di Bologna n. 7549 del 13/05/2005 - Direttore Resp. Daniela Bottoni
🕑