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Il salotto di Nonna SperanzaLe rose dell'imperatrice

di Marinette Pendola

Della Martinica, sopravvivono in lei un forte accento creolo – diventato di moda a Parigi – e una grande passione per le scienze naturali che, unita alla nostalgia per i giardini opulenti della propria terra, le permette di trasformare il giardino della Malmaison in un vero e proprio laboratorio di acclimatazione di molte specie esotiche.

Malmaison (Miniatura 458x307 px)Con l’aiuto dell’architetto paesaggista Berthault, crea un parco all’inglese. Si fa costruire una grande serra lunga 50 metri, scaldata con stufe a carbone, che può contenere arbusti fino a 5 metri d’altezza.
Grazie ai rapporti costanti con esperti botanici e vivaisti, riesce a coltivare piante rare in provenienza da tutti i continenti, come ad esempio la dalia, fatta arrivare dal Messico a Madrid nel 1789 con l’idea di utilizzarne i tuberi a fini alimentari, che si diffonde a scopo ornamentale in tutta Europa solo dopo essere stata acclimatata alla Malmaison nel 1802.

Più di duecento piante fioriscono per la prima volta in Europa nel parco del castello, come la peonia arbustiva, la magnolia purpurea, l’ibisco, la camelia, tutte ora molto comuni nei nostri giardini. Giuseppina collabora attivamente alla creazione dell’Orto Botanico di Nizza e contribuisce economicamente alla spedizione che il vivaista inglese Kennedy invia in Sudafrica alla ricerca di nuove specie.

Tuttavia è per le rose che il giardino della Malmaison diventa presto celebre in tutta Europa.
Dal Medioevo, quando è coltivata prevalentemente per le proprietà medicamentose, fino alla seconda metà del XVIII secolo, la rosa è un fiore come gli altri, senza nessuna particolare importanza. Non solo. Le varietà sono frutto d’incroci spontanei in natura o d’innesti. Si coltivano soltanto le poche specie diffuse in Europa. Del resto, si prediligono i giardini all’italiana o alla francese, con aiuole pulite e ben tracciate a formare disegni, e quindi con fiori che meglio si adattano a queste esigenze, come i tulipani.

Fra la fine del XVIII secolo e la prima metà di quello successivo, con la diffusione dei giardini all’inglese in cui è riprodotto l’ambiente naturale senza nessun tipo di geometria, scoppia in tutta Europa una vera e propria rosomania.
Le rose sono dappertutto, nei giardini, negli abiti, nelle acconciature, negli arredi. A questa passione Giuseppina contribuisce notevolmente, anzi né è in qualche modo il motore. Alla Malmaison si coltivano 250 specie di rose in provenienza soprattutto dall’Asia (le banksiae, le bengala, le multiflora). È la collezione più importante d’Europa.


Immagine nella pagina:
Chateau de la Malmaison
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Maggio 2013 (Numero 22)

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