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I protagonisti, i luoghi, le idee, di un’epoca

di Fiorenza Tarozzi

Bologna nel 1846, come molte città europee del resto, si era riempita di poveri, mendicanti e sottoccupati che si rivolgevano alla beneficenza pubblica e privata per trovare un piccolo sollievo alla vita di miseria che conducevano e che erano pronti a cogliere ogni opportunità per mutare la loro condizione. Questa situazione metteva a dura prova anche l’ordine pubblico per il crescere di sporadiche ribellioni, ma soprattutto di furti, aggressioni, rapine. Su una popolazione di poco più di 71.000 abitanti erano più di tremila i sussidiati e i mendicanti, dato che si accentuò l’anno successivo quando fu accertata l’esistenza di un povero ogni tre cittadini. Questa critica situazione non trova espressa rilevanza nei diari e nelle memorie dei protagonisti dei fatti del ’48, anche se piccoli accenni, descrizioni parziali di situazioni di vita quotidiana non fanno che confermare quanto detto.
Non diversamente si può dire per quanto riguarda il campo della politica, anche se in alcune pagine di quelle narrazioni dei fatti traspare l’esigenza di comprendere il senso di quegli eventi collocandoli nel nuovo clima politico che in gran parte del paese, ma anche fuori di esso, andava maturando.

8 agosto 1848, XXXVI anniversarioSia pure lontane, giungevano in città le voci delle rivolte parigine, dove questioni politiche e questioni sociali si erano congiunte nell’ideale progetto di dare vita ad una repubblica democratica riformatrice. Bologna non era una Parigi in sedicesimo, eppure anche nella nostra città le idee nuove cominciavano a circolare ed erano idee di libertà, di indipendenza, di giustizia sociale. L’elezione al soglio pontificio di Pio IX aveva trovato larghi consensi nell’ambiente libero bolognese, i cui uomini di maggior spicco sostenevano il progetto neoguelfo, ma chiedevano anche al Pontefice, capo dello Stato, di andare oltre sulla strada delle riforme auspicando soprattutto la concessione di una costituzione. Nel mondo del liberalismo cittadino trovavano circolazione anche idee più radicali che si collegavano al movimento democratico il quale auspicava una profonda trasformazione politica ed era pronto a lottare per la libertà e indipendenza italiana. A tutti comunque era chiaro che il rinnovamento politico doveva accompagnarsi ad un miglioramento di qualità della vita attraverso trasformazioni sociali volte alla ricerca della felicità.


Immagine nella pagina:
8 agosto 1848, XXXVI anniversario, da La Rana del 1884

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