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La Certosa di Bologna

di Roberto Martorelli


Abbondano le chiese fra noi, ed abbondano nelle chiese i Sepolcri. La tumulazione non si pratica nelle sole cinquanta e più Parrocchie. In ogni tempio s’incontrano de’ monumenti, e ad ogni passo si calpestano delle arche. Tutte sono ricolme di ossa, e di putredini. Una somma urgenza vorrebbe, che se ne eseguisse il vuotamento. Ma quale atroce pericolo non soggiacerebbe la sanità, e la vita de’ Cittadini, se le tombe fossero aperte, e se le esuberanti masse di fradiciume venissero agitate in tempo, che un nemico vento sciloccale contamina col fiato umido, e focoso la mal difesa atmosfera? D’altra parte e come, ed in qual luogo dovrebbe ella trasferirsi, e sotterrarsi la sterminata quantità di carne estinta, che in mille luoghi della Comune schifosamente si corrompe, e marcisce? Forse nell’usato Cimitero di s. Giovanni decollato? No certamente. Quello scarso terreno assai mal a proposito destinato ad uso di sepoltura è per tal guisa pieno, e satollo di spoglie cadaveriche, che a tutta ragione può riguardarsi siccome un’impasto (sic!) di umida terra, di arida polvere, e d’inverminito carcame. E quale sarà a dunque l’asilo degli estinti? Dove la tumulazione verrà esercitata? Molti Pastori d’anime lo chiedono con agitazione, e con impazienza. Le persone, che frequentano le chiese lo attendono ansiosamente. Taluna d’esse vinta dal malvagio odor sepolcrale ha dovuto sortirne, tal altra è caduta in mortale svenimento. Un’istantanea provvidenza è decisamente necessaria.

Cittadini, essa è unica, essa è pronta. Consiste appunto nell’immediata attivazione di un Generale Cimitero. Voi lo vedrete eseguito a colpo d’occhio. Il luogo, la distanza, i regolamenti, i metodi, le discipline, tutto è dettato dalla più matura circospezione, e tutto è degno del vostro plauso, e del vostro aggradimento.
Per la seguita soppressione de’ maggiori Conventi, e Monasteri sono passati in dominio nazionale alcuni Edifizj, che sembrano dalla natura, e dall’arte destinati a benefizio, e giovamento della Popolazione. La Commissione di Sanità bramosa di ergere finalmente un Cimitero a comodo de’ suoi Concittadini non ha omesso di visitarli ad uno ad uno, e di sottoporli alle più minute, ed opportune censure. Dal confronto, e dalla discussione è ad evidenza risultato, che l’unico totalmente, ed assolutamente atto, ed acconcio al grande oggetto lo è quello dell’abolito Monastero della Certosa.
Giace nel centro di ampia, e deliziosa pianura. L’aria, che lo investe, e ravviva è per ogni lato libera, mossa, ed irrequieta. I raggi solari largamente discendono, e giù penetrano nel seno di quelle coltivate campagne. Le bagna un torrente copioso d’acque, che coll’assiduo suo moto agita, e rimescola gli eterogenei vapori, a quell’ammirabile equilibrio riducendoli, che costituisce non meno respirabile che sana l’atmosfera. La distanza non può dirsi nè soverchia per lo trasporto, nè scarsa per l’adunamento de’ Cadaveri, e la strada, che conduce a quel maestoso, e tacito recinto, è d’ogni tempo agevole, comoda, e spedita. A procuragli un totale, e definitivo addattamento non rimane, che di rendere declive il suolo attualmente orizzontale, e che per indole sua è di fondo arenoso. Allora le acque di ciel cadute, che presentemente ne inumidiscono la superficie, trascorreranno rapide ad immergersi nella fossa, che è pronta, e che di per se stessa le attende.

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Maggio 2016 (Numero 26)

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