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La Certosa di Bologna

di Roberto Martorelli


Scelto cosi, e stabilito il luogo, ecco sopra di quali basi, e precauzioni generali viene a formarsi il necessario, e sospirato Cimitero Comunale.
La chiesa della cessata Confraternita di s. Rocco, la quale costeggia le mura della Comune, serve di Camera Mortuaria. Il Cimitero esiste nel terreno racchiuso, e circoscritto da’ venerandi, e spaziosi chiostri della Certosa. I frati [....]olanti, che oggigiorno dimorano nel Convento della ss. Annunziata fuori [....] Porta s. Mammante, si trasferiscono ad abitare nella Certosa, e godono di un Ospizio in s. Rocco. Addivengono per tal guisa i Custodi della Camera Mortuaria, e del Cimitero.
Agli estinti della Comune vengono fatte nelle Chiese Parrocchiali le esequie prescritte dalla privata pietà. Compiuti in ogni loro parte i riti Ecclesiastici, i Cadaveri decentemente coperti sono trasportati alla Camera Mortuaria non prima del tramontare del sole, e non dopo l’ora di notte. Il Religioso Custode della Camera nell’atto di riceverli, appende al loro collo una Medaglia portante il numero della fossa, entro la quale saranno tumulati, e ne tiene memoria in un apposito Registro. La dimora de’ Cadaveri nella Camera è minore, o maggiore secondo che lo esigono le varie malattie, che hanno cagionato la morte.

In qualunque stagione dell’hanno (sic!) i Cadaveri sono recati dalla Camera al Cimitero un’ora prima del giorno. S’impiegano nella traslocazione alcuni funebri carri, entro i quali i Defunti sono riposti con esatta separazione, e con inesprimibile decenza. Se taluno amasse, che il trasporto seguisse a parte, e con mezzo diverso, non ha che a prendere gli opportuni concerti col Custode della Camera tanto per la sicurezza del trasporto stesso, quanto per la spesa emergente.
Giunti i Cadaveri alla Certosa vengono sotterrati nelle distinte fosse preparate a norma delle molte discipline da praticarsi g[....]sta i migliori regolamenti. Ogni fossa è contrassegnata con pietra, sopra la quale è inciso il numero corrispondente a quello della Medaglia. Il Sacerdote Custode del Cimitero ne tiene egli pure in particolare registro. Così ad ogni o criminale, o civica, o devota occorrenza potranno ad un tratto rinvenirsi, e disotterrarsi le ossa di un estinto. Il Cimitero ha varie separazioni di terreno. Le determina, e le prescrivono il sesso, l’età, ed altre circostanze.

Appena attivato il Cimitero Comunale le tombe sparse per le chiese, e che fin sotto i portici della Comune si chiudono, e cessano per sempre quelle sorgenti funeste di perniciose, e ferali esalazioni. I Depositi, i Monumenti, e le Lapidi sepolcrali sono religiosamente rispettate. È lecito a’ Proprietarj rispettivi di levarle, e di trasferirle sotto archi luminosi, ed augusti, che cingono, e coronano il Cimitero, entro i quali frattanto alcuni Mausolei di pubblica appartenenza ritroveranno un’opportuna, ed eccellente collocazione. In appresso potrà ognuno inesivamente a’ metodi da stabilirsi far colà travagliare lo scalpello, e la squadra per onorare la memoria de’ trapassati. Le stesse pubbliche Rappresentanze avranno cura, che que’ Chiostri maestosi si adornino in avvenire di monumenti consecrati alla virtù, ed alla riconoscenza. I Scevola, i Curzj, gli Attilj, i Decj Cisalpini non moriranno ignobilmente. In un sol luogo riuniti, ed i[....]i leggerà i loro nomi la tarda posterità ammiratrice. Il sacro fuoco dell’emulazione serpeggierà per le vene de’ Cittadini favoriti de’ doni di natura, ed agevolmente si svilupperanno le due grandi passioni della patria, e della gloria.
Il giorno, in cui la tumulazione de’ cadaveri cesserà nelle chiese della Comune, ed incomincierà nel Generale Cimitero, sarà annunziato al Popolo con particolare avviso.

Bologna dalla Residenza della Commissione suddetta nella Casa della Comune li 12. Ventoso anno 9. Rep. (3 Marzo 1801. v.s.)

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Maggio 2016 (Numero 26)

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