Il salotto di Nonna SperanzaIl Morbo corre con insonne possa

di Marinette Pendola

A questi fenomeni naturali che si manifestano in modo improvviso e non prevedibile vanno aggiunti i frequenti delitti, i furti, gli omicidi, gli assalti alle diligenze e alle ricevitorie del lotto. Tutti questi eventi suscitano grande angoscia e insicurezza nella popolazione. È un decennio molto instabile, non solo per i cambiamenti politici in atto o le difficoltà economiche (crisi del settore tessile, scarsi raccolti, malattie crittogamiche della vite che non si sanno ancora affrontare), ma ricchissimo d’interessanti spunti di approfondimento.

Mi soffermerò sul 1855, anno particolarmente spietato, e forse il più difficile, per via di un evento angosciante, il colera che afflisse la città dal 29 maggio al 25 novembre di quell'anno.

Il 29 maggio 1855 arriva a Bologna Francesco Mariotti, un ortolano di Massa Lombarda, dove infuria il colera. Muore il giorno dopo. È il primo caso ufficiale in città. Costui è ospite di una sua collega in via Caprarie, che si ammala e muore qualche giorno dopo. La casa è isolata, tuttavia i Bolognesi, secondo Bottrigari, non se ne danno molto pensiero. Sono fiduciosi soprattutto nelle capacità delle autorità di gestire il problema.

Non è la prima volta che questa epidemia si manifesta. La prima ondata fu nel 1835-37, ma la città fu risparmiata poiché furono messi in opera cordoni sanitari efficaci e controlli alla frontiera. Vi fu una seconda ondata nel settembre 1849 la cui virulenza fu sottostimata dalle autorità. La popolazione attribuì la causa del contagio a un reggimento di Croati in provenienza da Venezia dove il morbo imperversava. A Bologna l’epidemia fu circoscritta all’ospedale militare e alla casa di Ricovero fuori Porta Maggiore, tuttavia quell’anno il tasso di mortalità crebbe del 28% e il sospetto degli storici è che l’epidemia fu sottovalutata o ignorata.


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Lavatoi lungo il Canale di Reno
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Maggio 2019 (Numero 29)

Anonimo, Li 8 agosto 1848. La cacciata dei tedeschi da Porta Galliera dal Popolo Bolognese, 1848, Museo civico del Risorgimento di Bologna

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