L’opera della nostra redenzione è compiuta

Come nasce una Costituzione

di Mirtide Gavelli

La grand’opera, l’opera della nostra redenzione è compiuta. Quale spettacolo maestoso, quello di una vera rappresentanza del Popolo? Eccolo per la prima volta in Italia, eccolo in Roma. Che siate i benvenuti tra noi, o eletti della Nazione!
Noi tutti siamo superbi di salutarvi: il Governo Provvisorio si compiace d’inchinarsi reverente al vostro cospetto, ed io, con trepidanza mista d’orgoglio, indirizzo a Voi primo la parola, nel momento in cui vi preparate a discutere e deliberare sulla grande questione de’ nostri destini. Sarà questo il più bel giorno della mia vita, dopo di che crederò di avere bastantemente vissuto, ed allora un solo voto farò nel lasciarla, che l’Italia tutta sia libera, sia unita; entri per tal modo nella famiglia delle grandi nazioni, e si ponga fors’anche alla testa del movimento europeo. Stemma della Repubblica Romana (Miniatura 219x237 px)[…] Rappresentanti! Siamo tutti e ci chiamiamo Romani, non apparteniamo ad alcun altro che a noi, che all’Italia; poiché è patria comune. Non è più tempo di considerare gli Stati come dominj di una Casta qualsiasi. I popoli non sono proprietà, non sono prebende di una Gerarchia, né dote di un Sacerdozio. L’epoca di queste bizzarre infeudazioni è passata. Dio ha creato i popoli liberi: nessuna bestemmia più insana della pretesa di applicare alle corone l’impronta del diritto divino, come se l’autore della natura fosse capace contradirsi, scrivendo la legge di libertà nel cuore di milioni e milioni, e facendone poi tanti schiavi di uno solo.[…]
Dalle Alpi al mare trinacrio non v’è che Una nazione; Una nelle glorie e nei dolori del passato, Una negli sforzi del presente, Una nelle speranze dell’avvenire. La Costituente Italiana era un pensiero generale… Facendo della Romana il primo nucleo della Nazione Italiana, abbiamo fatto professione della nostra fede politica, tradotto in atto il gran principio, aspirazione sublime di quante anime grandi ci presentano da varj secoli i nostri annali, fremito universale della penisola; la Sovranità e l’Unità Nazionale.
Noi felici, che un avvenimento vagheggiato per tanto tempo come una poesia, diverrà fra poco un fatto e una storia… Sieguano pure i nostri nemici a caratterizzare questo fatto come l’opera di pochi faziosi. Insensati![…]
Il nostro Popolo, prima in Italia che si è trovato libero, vi ha chiamati sul Campidoglio a inaugurare una nuova Era della Patria, a sottrarla dal giogo interno e straniero, a ricostituirla in una Nazione, a purificarla dalla gravità della antica tirannide e dalle recenti menzogne costituzionali… A voi tocca elevare un edificio che possa posare su quelle macerie, e l’opera della vita non sembri minore di quella della morte, e possa fiammeggiare degnamente sul terreno ove dorme il fulmine dell’aquila romana e del vaticano, la bandiera dell’Italia del Popolo. Dopo ciò noi inauguriamo i vostri immortali lavori sotto gli auspicj di queste due santissime parole: Italia e Popolo.

dal discorso del triumviro della Repubblica Carlo Armellini, il più anziano tra i deputati essendo nato nel 1777, patriota di lunghissimo corso e mazziniano.


Immagine nella pagina:
Stemma della Repubblica Romana, 1849.

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Maggio 2022 (n° 32)

Decreto Fondamentale della Repubblica Romana, Bologna, 1849, Museo civico del Risorgimento di Bologna
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