Una passeggiata nella storia: Bologna e i suoi portici

di Michela Cadamuro


Confraternita di SMaria della Morte (Miniatura 219x193 px)Proseguiamo e svoltiamo sotto il portico della Morte, nome macabro che ci riporta alla memoria l’antico ed enorme ospedale gestito dalla confraternita di S. Maria della Morte. Alzate la testa e cercate il loro stemma, che raffigura un teschio e i flagelli. Lo scopo era quello di curare i malati, ma anche di accompagnare fino alla forca i condannati e di sostenerli spiritualmente nei loro ultimi giorni.

Un’occhiata veloce alla Farmacia del Pavaglione, lontano ricordo della spezieria dell’antico ospedale; qui gli speziali preparavano sciroppi, unguenti, impiastri ed ogni altro medicamento prescritto dai medici. Senza accorgerci siamo già al portico dei Banchi… riuscite a sentire lo schiamazzo del mercato e le contrattazioni che qui sotto tenevano banchieri e cambiamonete ai loro banchi? Ma la magia è che la fantasiosa facciata dell’omonimo palazzo, terminata tra il 1565 e il 1568 dal Vignola, non è altro che una finzione, una vera e propria scenografia per nascondere l’ammasso disordinato di casupole medievali del Mercato di Mezzo: un mondo brulicante di umanità, fatto di osterie, botteghe, venditori ambulanti, frequentato da studenti e viaggiatori, allora come oggi.

Usciamo per un attimo alla luce del sole, attraversiamo Piazza Maggiore e andiamo a scoprire una vera bellezza, il portico del Palazzo del Podestà, sotto il quale i mercanti nei secoli avevano scavato nicchie, anfratti e pertugi da riempire con merci e bancarelle. Giovanni II Bentivoglio nel 1484 decise, per dare un segno del proprio potere, di restaurarlo: fece costruire dei giganteschi pilastri decorati da migliaia di pietre a forma di bugna con dei fiori al centro. Osservate bene, vi sfido a trovarne due uguali e tra di esse, inoltre, potete scovare volti e animali misteriosi. Sembra che proprio i mercanti furono obbligati a pagare il rifacimento del portico, che era anche uno dei luoghi delle esecuzioni capitali: le impiccagioni venivano infatti eseguite usando la balconata che sovrasta le arcate o sotto il portico, dalle forche ancora visibili.

Ma lasciamoci alle spalle queste vicende oscure e dirigiamoci al portico di Canton de’ Fiori: siamo all’angolo con via Rizzoli, nel luogo dove un tempo avreste potuto fare acquisti allo storico mercato dei fiori. Sul finire dell’800 si occupò del restauro di questo edificio Augusto Sezanne, che lo arricchì di coloratissimi affreschi in stile liberty, un trionfo di spighe, tralci d’uva e foglie di canapa a celebrare le attività legate ai prodotti della terra. E poi, se non lo sapete, qui esiste dal 1694 una delle botteghe più antiche della città: La Coroncina, che si trova alla base della duecentesca torre degli Scappi, inglobata nel palazzo omonimo; è alta 39 metri ed è completamente mimetizzata.


Immagine nella pagina:
Stemma della Confraternita di S. Maria della Morte

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Maggio 2023 (n° 33)

C. Bossoli, Ingresso del Re a Bologna (1 maggio 1860), 1860. Proprietà: Città di Torino-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, conservato presso: Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino.

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