Antonio Cristoforo Saliceti

... un trasformista tra Rivoluzione Francese e Impero

di Martina Rignanese


Camaleontismo che da garante legalista lo mutò in antimonarchico. Nel 1792 cominciò a tessere una sotterranea rete giacobina italiana mirando allo sgretolamento dei regni sostenitori dei Borboni francesi e degli Asburgo. Dopo il probabile soggiorno a Corte, dove nacque la primogenita Angelica, partì per l’Italia travestendosi da Abate Bauset. A Bologna persuase il patriota Luigi Zamboni ad unirsi alla sua causa presentandogli poi a Marsiglia l’impavido Buonarroti. Tramite tali circoli, legati alla massoneria, il giovane bolognese si infiltrò nell’esercito pontificio sotto falsa identità coinvolgendo successivamente nella congiura Giovanni Battista De Rolandis, astigiano studente dell’Alma Mater. Bauset, regista quasi occulto, appoggiò anche il cadetto militare Napoleone nella battaglia civile contro Paoli ad Ajaccio. Quell’amicizia si era infatti deteriorata a causa degli eccessi della Rivoluzione e i Buonaparte, divenuti repubblicani, non perdonarono al vecchio eroe l’alleanza con l’Inghilterra per la nomina a viceré. Esiliati a Marsiglia contarono, dunque, nuovamente su Saliceti che, da deputato costituente, controllava le strutture militari.

il giovane Napoleone è promosso generale di brigata (Miniatura 219x165 px)Sebbene egli non abbia mai confessato trasparentemente il voto per la morte di Luigi XVI, è fattuale la sua amicizia con i fratelli Robespierre, preziosa anche per Napoleone, nominato chef de bataillon nell’ottobre del 1793. Questi, distinguendosi a Tolone nella battaglia tra filomonarchici e repubblicani, a dicembre ottenne da Augustin Robespierre la promozione a generale di brigata, iniziativa perorata dal suo protettore e dai deputati Paul Barras e Louis-Marie-Stanislas Fréron, che cambiarono bandiera partecipando al colpo di Stato Termidoriano. Questo evento, nel luglio del 1794, segnò la fine del Terrore con la decapitazione dei Robespierre e seguaci. Saliceti scampò alla ghigliottina grazie al nuovo governo esecutivo del Direttorio: tra i suoi consoli vi era Paul Barras, che nell’ottobre 1795 incaricò Napoleone, scagionato dalle accuse filo-giacobine, di reprimere un’insurrezione monarchica.

Altra versione plausibile dipinge l’ex Bauset alquanto biasimevolmente. Jacques Bainville (1879-1936), membro dell’Académie française, affermò che proprio lui avesse denunciato il discepolo d’Ajaccio per salvarsi. Dalla prospettiva cinematografica anche il regista Abel Gance in Napoléon (1927) lo mostra tronfio che deride il piccolo caporale nelle carceri di Antibes. Nonostante sia credibile un trasformismo opportunista, è pernicioso collocarlo nella prodigiosa cooperazione tra questi due Còrsi nelle Campagne di Italia.


Immagine nella pagina:
M. Rignanese. Tolone, dicembre 1793: il giovane Napoleone è promosso generale di brigata da Augustin Robespierre e Antonio Saliceti (sullo sfondo a sinistra Barras e Fréron)

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Maggio 2023 (n° 33)

C. Bossoli, Ingresso del Re a Bologna (1 maggio 1860), 1860. Proprietà: Città di Torino-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, conservato presso: Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino.

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