Fuggire fuggirò, fuggir bisogna...

Storie di disertori, renitenti, codardi e voltagabbana

di Augusto Battaglini


Battaglione coloniale, 1811 (Miniatura 219x484 px)Ma è a seguito della Rivoluzione Francese che avvengono i cambiamenti più significativi. I soldati, non più mercenari (in Francia vige un espresso divieto), bensì cittadini in armi chiamati alla sacra difesa della patria, non vengono più sottoposti a rigorosa disciplina né a punizioni corporali. A fronte di un maggior rispetto per la persona, il rovescio della medaglia è una diffusa insofferenza alle regole militari e un’elevatissima diserzione. In Italia la coscrizione obbligatoria ebbe vita assai difficile, poiché sempre tenacemente avversata dalla popolazione. Si era ancora agli albori di un sentimento nazionale e i più non comprendevano né accettavano di essere arruolati a forza per andare a morire chissà dove e chissà per quale motivo. Le stesse istituzioni pubbliche talora erano complici: il ministro della guerra rivolgeva ai comuni l’accusa di sabotare la leva e di favorire la diserzione. Pare infatti che, per preservare i loro coscritti, ingaggiassero volontari fittizi col patto di non disertare prima di un termine convenuto. A Genova, nel 1811, si presentarono 50 coscritti con l'indice destro amputato, tutti muniti di certificato del sindaco attestante il caso fortuito.

Reggimento Giuseppe Napoleone, 1810 (Miniatura 219x364 px)A fronte della costituzione di eserciti tutto sommato di buon livello, che diedero innumerevoli prove di valore sul campo di battaglia, durante il periodo napoleonico in Italia gli oppositori (i cosiddetti insorgenti) spesso armati, i disertori e i renitenti, all’epoca detti refrattari, furono centinaia di migliaia. Nella stessa Francia, comunque, la situazione non era migliore, anzi.

Per arginare questo dilagante fenomeno si decise di far pressione sulle famiglie, nelle cui case andava a piazzarsi una piccola guarnigione di soldati (i garnisaires), ai quali doveva essere fornito vitto e alloggio fino a quando il parente refrattario alla leva o il disertore non si fosse costituito. Pare che questa misura fosse molto efficace: secondo un rapporto del 25 aprile 1812 del ministro della guerra, i garnisaires fecero sì che in meno di due anni venissero recuperati 63.000 tra renitenti e disertori.

Tra i motivi di diserzione non mancarono quelli religioso-superstiziosi: i soldati del 3° reggimento di linea napoletano, già poco propensi ad abbandonare il loro paese, quando apprendono che il Papa Pio VII ha lanciato la scomunica sugli invasori dei suoi Stati (10 giugno 1809), temono che il castigo divino li renda ciechi e fuggono in massa!


Immagini nella pagina:
Soldato del Battaglione coloniale, 1811
Soldato del Reggimento Giuseppe Napoleone, 1810



Pagina:
Precedente 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 Successiva

Maggio 2023 (n° 33)

C. Bossoli, Ingresso del Re a Bologna (1 maggio 1860), 1860. Proprietà: Città di Torino-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, conservato presso: Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino.

© 2005 - 2026 Jourdelo.it - Rivista storico culturale di 8cento

Registrazione Tribunale di Bologna n. 7549 del 13/05/2005 - Direttore Resp. Matteo Ceraolo

🕑