I soggetti considerati irrecuperabili venivano invece inquadrati in apposite unità.
L’8 ottobre 1810, da Monza, il viceré decretò la costituzione a Portoferraio di un battaglione coloniale. Il 19 febbraio 1811 si ribadì che il battaglione doveva essere formato con i peggiori elementi del 6° di linea, gli uomini consegnati dalla polizia e i peggiori soggetti tra i coscritti refrattari. Nell’organico nemmeno era previsto un cappellano militare, fatto davvero anomalo per quel tempo. Il battaglione era tenuto d'occhio dallo stesso imperatore, che il 30 aprile ordinò al viceré di cacciare due ufficiali ubriaconi. Intanto l’organico aumentava, con il continuo afflusso di ergastolani dal carcere di Mantova, disertori e soggetti perniciosi, ovvero detenuti per motivi politici. Il generale Fontanelli propose di inviare un contingente di 300 uomini in Spagna, ma Napoleone bocciò categoricamente l’idea, convinto che si sarebbe fatto un regalo al nemico. Una nota del settembre 1812 definiva il reparto pessimo sotto ogni aspetto. Il peggior ufficiale era il capitano trentino Borromeo del deposito refrattari di Mantova, già tenente della Repubblica Romana (1798-99) e della Legione Italiana. Il battaglione coloniale, divenuto in seguito reggimento, non verrà mai impiegato in azioni di guerra.
Anche l’Italia risorgimentale ebbe i suoi peggiori elementi.
Il 6 gennaio 1860 il Capo di Stato Maggiore delle truppe della Lega dell’Italia Centrale, colonnello Carlo Mezzacapo, invia dal quartier generale in Bologna al Ministero della Guerra, che ha sede nella stessa città, la seguente comunicazione: S.E. il Generale in Capo ha disposto, che tutti quegli individui dei diversi Corpi dell’esercito i quali nel tempo del loro servizio abbiano serbato una costante riprovevole condotta, sieno tutti riuniti in Comacchio ed ordinati in un Battaglione comandato dal Sig. Maggiore Marchi, e sotto la dipendenza del Signor Colonnello Brigadiere Cosenz.
I primi 540 individui provenienti dall’Emilia e dalla Toscana che avevano serbato una costante riprovevole condotta vengono quindi inquadrati nel Battaglione Cacciatori di Comacchio.
A seguito dell’annessione delle province dell’Emilia al Piemonte e del passaggio dei reparti della Lega dell’Italia Centrale nell’armata sarda, il battaglione dei Cacciatori di Comacchio viene incorporato nei Cacciatori Franchi stanziati al Forte di Fenestrelle, principale luogo di punizione militare sabaudo. Dal 13 al 16 aprile 1860 giungono a Fenestrelle le quattro compagnie dei Cacciatori di Comacchio con i loro ufficiali. Questi ultimi entrano a far parte dei quadri dei Cacciatori Franchi. Gli uomini riuniti in un unico contingente con le due compagnie del reparto di punizione dell’esercito sardo a cui, dall’11 maggio, si aggiunge anche la compagnia di correzione toscana, formano il nuovo battaglione.
Immagine nella pagina:
Forte di Fenestrelle